martedì, 20 novembre 2007

109.

anche se il nostro maggio ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare vi ha fatto chinare il mento
se il fuoco ha minacciato le vostre 1100
anche se voi vi credete assolti siete per sempre coinvolti
lunedì, 18 giugno 2007

difesa grande e i deliri di prodi

rifiuti_3di ritorno dal roma pride e dopo una giornata di riposo (maledetto prefetto e la sua fissazione per le stazioni metro chiuse!) rieccoci in preda a munnezza, manifestazioni e deliri del potere. la settimana scorsa l'amato (?) bertolaso (commissario speciale per l'emergenz rifiuti in campania) è stato letteralmente assalito ad ariano da una folla che cercava di mettere in luce come il suo operato non abbia risolto un bel niente, anzi...
stamattina dunque manifestazione indetta dal comune e dai comitati contrari alla ripertura di Difesa Grande (la discarica dell'alta irpinia posta sotto sequestro dalla magistratura)  ordinata contro ogni logica di buon goveno da Prodi. gravissimo il fatto che lasciamo dire addirittura a Pionati (udc) che questo atto è una grave violazione delle ordinanze che hanno deliberato la chiusura e che la società a cui si affida l'appalto per la gestione dell'impianto, l'ASI-DEV, è la stessa i cui vertici sono stati rimandati a giudizio per reati ambientali di cui ancora non è possibile definire la portata. rifondazione arriva ad ariano solo stamattina e l'unica cosa che caruso riesce a dire è che si tratta di reati più gravi della pedofilia.... dieci presidi, da grotta a flumeri, passando per Savignano, villanova, tretorri...
io a casa... non mi sono svegliata (merda!) partirò dopo pranzo se trovo un modo per arrivare fin sull'ufita...
i compagni chissà... i contestatori, quelli di CONTRO IL GOVERNO PRODI!
ora è il momento di essere veramente contro il governo. contro un governo amico (dei potenti e della camorra), contro un governo che se ne fotte della salute dei propri cittadini, contro un govrno che affida gli appalti alle società sotto inchiesta. mica cazzi, altro che bush, prodi e i suoi prodi... qui ne va della nostra salute, della vita nostra e dei nostri fratelli, figli, nonni e compagni....
le notizie che giungno a raffica da ariano parlano di duemila manifestanti, corteo pacifico, nessuno scontro (per il momento, ma quando a noi del sud ci tocchi la terra, non c'è da star tranquilli) qualche intervento di passerella (caruso in primis) e tanta gente che non ne può più di vivre nella munnezza...
è proprio l'ora di dire basta e quindi alle 13:30 circa comincia ad alzarsi la tensione... nei prossimi giorni non potrà che essere peggio... bisogna impedire che Difesa Grande riapra. in campania c'è bisogno di affrontare seriamente l'emergenza rifiuti, di ascoltare i cittadini e le parti sociali e trovare insieme una soluzione. senza forzature, senza imposizioni dall'alto, senza signori che ci dicono cosa dobbiamo fare della nostra terra (o meglio, come distruggrla). bisogna fermare l'ennesimo abuso del governo e dei suoi signori. bisogna essere tutti ad ariano oggi, domani e fin quando non vinceremo.... perchè la nostra terra non si tocca. checchè ne dica prodi.rifiuti
martedì, 29 maggio 2007

riflessioni sul movimento

mani2ultimamente trascuro un po' questo blog, che tra la tesi, il rientro, le cose... insomma miei soliti casini...
mi sarei anche dimenticata delle elezioni, ma per com'è andata proprio non è possibile.
il dato è che (saremo pure in ogni lotta, ma) perdiamo ovunque... scendiamo vortiginosamente....
anche dove ci crediamo, anche dove combattiamo, soprattutto dove lo facciamo
allora che dire? che il partito di lotta e di governo non paga? che solo la lotta paga? banalità militonta e cieca. piuttosto cercare di carpire i movimenti della società... il 9 a Roma e poi il Pride (il primo in Italia ad essere pride e basta, senza alcuna identità sessuale premessa, contro qualsiasi categorizzaizone dell'identità, perchè la scelta individuale non divenga un canale di classificazione del'individuo... tutti pensieri molto nuovi, mi pare...)
meglio non pensare alla politica dell'elettorato becero e corrotto, meglio guardare alla società, ai suoi movimenti e alle sue combinazioni storiche... meglio studiare pittosto che stare a guardare mentre tutto di nuovo finisce. non oso immaginare cosa sarà il 9. una piazza divisa, sintomo di un movimento diviso, lontano dalla grandezza e compattezza delle grandi manifestazioni contro bush degli anni passati. un movimento, stanco, sclerotizzato, che fa dei propri compagni di piazza e di quotidianeità i capi espriatori di situazioni troppo più grandi, in nome di idealismi che di certo non fanno più parte della nostra formazione politica, ma che sono funzionali alle logiche di potere che governano (forse è il caso di dirlo) anche il movimento.
militanti o militonti fa la differenza. mi domando chi se la passi meglio e mi viene da sorridere pensando che il 9 passerà inosservato rispetto al 16, e non solo per il family day e tutte quelle storie, ma per la carica creativa e insieme eversiva che ha il movimento glbtq. dovrebbe far pensare tutti i milita(o)nti. credo che dovremmo avere tutti l'umiltà di metterci a guardare quest'esperienza, come il '77 guardava al pensiero femminista, come chi, insomma ha qualcosa da imparare. sarà perchè il mio percorso mi sta portando a conoscere quest'universo, ma penso sia d'importanza fondamentale confrontarsi con le temaiche del genere e della sessualità.
ad ogni modo staremo a vedere. delle due piazze si dirà, ma la sensazione potrà conoscerla solo chi ci sarà... hasta siempre!banner pride07PRIDE AVELLINO
giovedì, 01 marzo 2007

NON CE LO LEVATE DALLA MENTE : NO PERENTORIO AL TUNNEL

comitato anti tunnel avellinoNO PERENTORIO AL TUNNEL DI PIAZZA LIBERTÁ

Da tempo ormai aleggia sui cittadini della Città di Avellino un sentimento di rassegnazione e sconforto derivante da uno scollamento tra le esigenze avvertite dai cittadini e le decisioni, unilaterali ed irrevocabili, prese dall’Amministrazione Galasso.
Il solo fatto che la Cittadinanza e le stesse Associazioni Ambientaliste sono state informate di un progetto che potrebbe cambiare radicalmente l’intero volto della città, solo dopo l’aggiudicazione della gara d’appalto e soprattutto a pochi mesi dall’inizio dei lavori, la dice lunga su come la democrazia partecipata non rientri più da tempo nei canoni della politica.
L’idea del Tunnel nasce con l’Amministrazione Di Nunno, che aveva previsto un collegamento sotterraneo tra Via Circumvallazione (dal Viva Hotel), Piazza Garibaldi, Piazza Libertà e Via San Leonardo, successivamente con l’Amministrazione Galasso questa soluzione, fondata almeno su un minimo di razionalità, non prende piede e per non perdere i fondi europei (POR Campania, Misura 5,1), alla fine del 2005 si escogita un altro progetto, che è quello attuale.
Il Tunnel che l’attuale Amministrazione ha intenzione di realizzare partirà da Piazza Garibaldi, all’altezza della rotatoria e attraversando Piazza Libertà, proseguirà sotto Via Due Principati sbucando precisamente sotto il Ponte della Ferriera, per congiungersi a Via San Leonardo, attraverso la costruzione di una strada che, partirebbe dalla base del Ponte della Ferriera, e oltre all’invasione dell’alveo del Torrente Fenestrelle, prevede anche la parziale demolizione del Parcheggio del Mercatone. 
A questo punto risulta palese la realizzazione del tunnel, o che dir si voglia sottopasso, solo ed esclusivamente in relazione al progetto futuro di un parcheggio multipiano di un privato (un piano centro commerciale e due piani auto) che sarà realizzato a discapito di Piazza Libertà, in questo modo “riqualificata”, cioè rasa al suolo, per tornare alle antiche sembianze di quella storica Piazza raffigurata in un dipinto da Cesare Uva. Per non parlare poi dei notevoli disagi che la Città sarà costretta a sopportare per tutta la durata dei lavori, che l'Assessore assicura ai Commercianti di essere appena 1 anno (1.190 giorni, circa 3 anni e mezzo, come  dal Cronoprogramma presente nella Relazione Tecnica redatta dallo stesso Assessore). Non è questa certo la soluzione ideale per una città che deve proiettarsi verso la sostenibilità tanto decantata dalle direttive europee. Avellino purtroppo, dai dati che abbiamo a disposizione, risulta infatti essere interessata da un forte inquinamento atmosferico, sia per quanto riguarda le Polveri Sottili (PM10) che per il cancerogeno Biossido di Azoto (NO2). La stessa regione Campania classifica la nostra città come area da risanare entro il 2010, anno in cui la normativa rispetto agli inquinanti, sarà più restrittiva e le centrali fisse atte al rilevamento di queste sostanze, potranno segnalare massimo sette volte il raggiungimento delle soglie d’allarme, margine oltre il quale la salute dei cittadini risulta essere gravemente compromessa e il sindaco per legge dovrà predisporre il blocco della circolazione automobilistica.
Un Amministrazione virtuosa avrebbe dovuto, per questi motivi, lavorare per arrivare nel 2010 con una Città diversa, a misura d’uomo, con la realizzazione di parcheggi periferici per bloccare i flussi di traffico provenienti dalla provincia (anche attraverso il car-pooling e il car-sharing) e un sevizio di trasporto pubblico efficiente prendendo anche in seria considerazione l’ipotesi della tanto agognata Metropolitana Leggera che mettesse in collegamento Avellino con la periferia (Atripalda – Mercogliano).
In uno scenario del genere, le motivazioni con cui l’amministrazione giustifica la realizzazione di quest’opera appaiono davvero futili, infatti si parla di una parziale pedonalizzazione di Piazza Libertà e della totale pedonalizzazione di Piazza Garibaldi ma soprattutto si pone l’accento sui “benefici” che quest’opera sortirà sul traffico. L’Assessore alla Riqualificazione Urbana Petracca pubblicizza soltanto ora questo progetto e sostiene infatti che i tempi di percorrenza della Città in questa zona diminuiranno di ben 7 minuti a fronte di 15, tutto ciò alla modica cifra di 13 milioni di euro e addirittura sarà un opera che “risolverà i problemi dell’inquinamento”. Parlare ancora di traffico, per noi non ha senso, anche perché la previsione del parcheggio interrato a Piazza Libertà potrebbe cambiare questo scenario, facendo diventare questa zona un attrattore per le automobili e non basteranno gli studi sul Traffico del Prof. Nuzzolo eseguiti nel Maggio 2005 (e quindi in riferimento al progetto della Giunta Di Nunno e non su quest’ultimo progetto, oggetto della gara d'appalto) a farci cambiare idea. Non è certo in questo modo che si potrà annunciare il tanto atteso miracolo ecologico, ma è necessario sottolineare che ci troviamo di fronte all’ennesima megaopera, all’ennesimo ecomostro in stile Mercatone, di cui la città potrebbe benissimo farne a meno. In quest’ottica il Comitato Anti Tunnel, nato nel Febbraio scorso, sta cercando di chiarire molti aspetti di questa faccenda e cercherà fino alla fine di fare la sua parte, sperando in una massiccia partecipazione della Cittadinanza, chiamata a riflettere su una scelta cruciale per il futuro della Città di Avellino. Noi siamo fuori dal Tunnel.
progetto tunnel avellino
lunedì, 26 febbraio 2007

tentativi di resistenza del conflitto

di nuovo a casa. stamatina cielo grigio ( in realtà da cinque giorni a questa parte) e non si vede montevergine. di nuovo a casa dopo aver finalmente finito gli esami, nello strenuo tentativo di inventarmi una tesi di laurea. quindi scendi, corri giù a cercare materiale sulla candelora, prova a portare nelle stanze e nei corridoi dell'università degli studi di siena quel calore e quella condivisione che qusta terra produce e offre a chi la ama e la agisce.
nel frattempo: sconquasso politico generale dopo il voto di mercoledì al senato. e stiamo qui ad aspettare che arrivi giovedì per spere come andrà. il clima è strano. i compagni non si tirano indietro. la polemica non si ferma. turigliatto lo si sente nominare quelle cento volte al giorno e non si capisce perchè siamo sempre noi a dover pagare le "scelte" di un singolo compagno che, come ha detto qualcuno in questi giorni, farebbe bene a contare fino a cento prima di agire....
lo spirito che ci anima però non si arresta davanti a turigliatto, rossi o chicchessia. la nostra azione, la proposta, la volontà di esserci e fare non è intimidita dal rebus istituzionale.
 continuiamo a parlare con la gente, ci proviamo, ascoltiamo le loro accuse, le recriminazioni, le proposte, ci assumiamo le responsabilità che ci dobbiamo assumere, senza soccombre, senza tacere, perchè la lotta non si arresta, non si astiene.
assumersi la responsabilità dell'azione politica di rifondazione negli ultimi sei mesi è un fardello non da nulla che portiamo sulle spalle. cerchiamo di ragionare, di capire, di fare un'analisi lucida e costruttiva di quanto accade nel paese in questi giorni...

scendiamo nelle piazze, ancora una volta, a parlare con la gente, non erchè il partito chiama, ma per dire che ci siamo, che l'azione di un compagno non fa la linea del partito, che il governo non doveva cadere, che prodi deve continuare, deve portare avanti il programma per cui ha ricevuto mandato. lo deve fare con coraggio e convinzione. perchè il paese vuole questo. lo vuole il popolo di vicenza, lo vuole il popolo no vat, lo vogliono i movimenti e le associazioni che costruiscono attivamnìente la società civile di questo paese.
e allora inventati qualcosa, uno strumento di partecipazione, la possibilità della discussione, del confronto e dell'analisi. insieme, perchè solo insieme alla gente possiamo andare avanti con la nostra azione.
ad avellino ce la siamo pensata a volo (quando la lotta è pane quotidiano accade così), davanti ad un bicchiere di aglianico in una sera di fine febbraio dopo un'importante iniziativa sulla ripubblicizzazione dell'acqua (purtroppo troppo poco partecipata, ma gli schemi di contrapposizione interna al partito qui hanno la meglio):
dare alla gente la possibilità di dire la propria, far nascere il dibattito, nella manira più naurale e spontanea possibile, invogliare la gente a fermarsi, a dire, ad ascoltare... una sagoma umana: "chi è nemico del governo?" i volantini che il partito ha preparato e diffuso attraverso le federazioni, i palloncini, le nostre bandiere... e la voglia di riscatto che muove chi crede che non è il governo che deve decidere, ma le istanze delle persone, quelle che sentiamo nelle piazze e che cerchiamo di portare in parlamento.
ci proviamo.
la risposta (inaspettatamente positiva) è stata calorosa e solo in pochi casi polemica e disfattista.
merito di quei compagni che non si fermano davanti a niente, che hanno la forza d'animo e la volontà politica di continuare perchè l'esperienza che stavamo facendo è degna di rispetto e considerazione e non può essere fermata dalla folle dissidenza di alcuni compagni malati di protagonismo oltre che autoreferenziali. non si tratta di turigliatto ( che pure si è chiamato fuori dalla nostra comunità politica con la sua azione sconsiderata), non solo di lui, ma di un modo di fare politica che non ci appartiene. non ci appartiene quella politica della perenne opposizione, la politica che non si sporca le mani, che parla di movimenti e poi non scende in piazza. i compagni di sinistra critica dovrebbero fare un po' più di pratica quotidiana della lotta e meno discussioni e prese di posizione che hanno il solo scopo di rimarcare una differenza identitaria. siamo compagni, lo siamo tutti. dovremmo ricominciare a condividere invece di scazzare su ogni argomento buono alla distinzione. così non si va da nessuna parte.
ma c'è ancora una cosa che va sottolineata. la distanza incolmabile tra la politica degli ordini del giorno, quella delle stanze chiuse su se stesse di alcune nostre sedi, quella degli urli, delle offese personali, della contrapposizione non politica, ma individuale... non ci appartiene. non ci piace. non la vogliamo fare. la boicottiamo, ci fa ridere, è lontana dal paese e dalla gente. lontana dal partito stesso di cui pure vuole essere espressione. ma di chi? certo non della comunità politica cui apparteniamo, che non è il solo partito della rifondazione comunista, non è definibile nè circoscrivibile, si nutre di quotidianeità, di sentimenti, di emozioni e sensazioni, di spazi reali in cui la politica è agita e ripensata. lo chiamano movimento... per me è la società civile.
in ogni lotta noi ci siamo!
mercoledì, 21 febbraio 2007

uccidono il conflitto

niente da fare...
non lo capiscono, certi "compagni" non si sporcano le mani... nè con le piazze nè coi parlamenti. mi chiedo solo chi credono di rappresentare. sono delusa, amareggiata, angosciata... l'incanto di vicenza è finito. la magia si è trasformata in malmagia. ha vinto la politica dell'opposizione, non quella della proposizione... da domani di nuovo fischiati nell piazze, di nuovo rafanielli, di nuovo zitti e a testa bassa... non più attraversati dai movimenti. grazie ai "compagni"... quelli veri, quelli puri, i "dissidenti", gli oppositori...
io da domani spranghe di ferro e quelli di terza li picchio tutti... così almeno ci pensano la prossima volta prima di scurreggiare in parlamento... se mai ci sarà ancora spazio per il dibattito in parlamento...
me ne vado a dormire, delusa, amareggiata e angosciata, vicina più a d'alema e prodi (che almeno hanno la dignità delle dimissioni) che ai miei "compagni" o presunti tali...
lunedì, 15 gennaio 2007

fioroni è pazzo

ci mancava solo lui...
il ministro fioroni è impazzito, da i numeri, sta completamente fuori! di ritorno dal conclave di caserta illustra quello che presumibilmente sarà il prossimo, ennesimo attacco alla scuola pubblica, laica, libera... al sacrosanto diritto di ogniuno ad una formazione seria e decente. la riforma fioroni, come probabilmente verrà chiamata quest'ultima folle iniziativa di un governo che non si rende conto di quanto rischia e ci fa rischiare, è per ora solo paventata, ma i presupposti sono angoscianti e già si sente in giro aria di rivolta. ricordo quando ancora era ministro della pubblica istruzione quell'altro pazzo di berlinguer e qui ad avellino col movimento studentesco gridavamo: vogliono trasformare la scuola in un azienda, vogliono destrutturare il diritto alla formazione attraverso l'introduzione di soggetti privati nei nostri istituti.... ecco, quel processo continua e dopo berlinguer, dopo de mauro, dopo madama morattila è arrivato un altro pazzo a completare l'opera già sapientemente inaugurata da tali illustri predecessori.... bisogna che un esercito di studenti incazzati e determinati lo mandi a casa. bisogna che tutti sappiao quanto questo tipo apparentemente innocuo e silenzioso stia mettend a repentaglio il futuro nostro, dei nostri fratelli e dei nostri figli. bisogna che tutte/i sappiano quale progetto scelerato si nasconde nelle stanze dei bottoni di questi signori... riporto un articolo da repubblica di oggi e rimando al post su www.farfallerosse.org.

Le novità presentate dal governo al conclave di Caserta. Il ministro Fioroni spiega le linee
del progetto della riforma. Fondi direttamente nelle casse degli istituti anche dai privati

Agevolazioni fiscali e aree tecniche
la scuola si trasforma in Fondazione

di SALVO INTRAVAIA


<B>Agevolazioni fiscali e aree tecniche<br>la scuola si trasforma in Fondazione </B>

Il ministro Fioroni a Caserta

In arrivo una rivoluzione per la scuola italiana. Lo ha annunciato il ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, al seminario di governo in corso di svolgimento a Caserta. Nel 'conclave' ha anticipato i due punti fondamentali di quella che può essere chiamata la riforma Fioroni: agevolazioni fiscali a favore delle istituzioni scolastiche e potenziamento dell'area tecnico professionale della scuola superiore. Le due linee della riforma sono state condivise da tutto il governo e dalla maggioranza e diventeranno operative attraverso uno strumento legislativo ancora da definire.

Le scuole come le Fondazioni. Le scuole italiane, che in base all'ultima Finanziaria riceveranno (senza più passaggi intermedi) direttamente nelle loro casse le somme del cosiddetto Fondo d'istituto, utilizzate per le attività integrative (corsi pomeridiani, corsi di recupero ed altro), saranno equiparate dal punto di vista fiscale alle Fondazioni 'per consentire le stesse agevolazioni di incentivi delle Fondazioni e per destinare nuove risorse all'innovazione didattica e al miglioramento del patrimonio edilizio', si legge nella sintetica nota proveniente da Caserta.

Uno dei primi effetti sarà per gli istituti scolastici la possibilità, finora espressamente vietata, di ricevere donazioni da parte di soggetti privati. E per la gestione del patrimonio delle scuole sarà riformata anche la composizione del Consiglio d'istituto: l'organismo che gestisce gli aspetti economici e organizzativi delle scuole autonome. Attualmente del Consiglio fanno parte, in proporzioni diverse, docenti, genitori, alunni (solo al superiore) e personale non docente. Oltre al dirigente scolastico, membro di diritto. In futuro, le scuole potranno prevedere 'la presenza di rappresentanti delle autonomie locali (comuni e Province), del mondo dell'impresa e del terzo settore'.

Si tratta di una vera e propria rivoluzione copernicana che in passato ha trovato parecchie resistenze nel mondo scolastico, soprattutto per ciò che riguarda l'ingresso dei privati negli organismi decisionali.

Riforma della scuola superiore. Come annunciato prima delle elezioni e dall'ultima manovra di bilancio, il governo metterà mano alla riforma degli istituti tecnici e professionali: quelli che destano le maggiori preoccupazioni in relazione agli alti tassi di dispersione scolastica. Attualmente nei tecnici e nei professionali trovano posto oltre un milione e 400 mila studenti (il 55 per cento del totale, al superiore). Quasi certamente saranno 'accorciati i percorsì scolastici in termini di monte ore annuo e diminuiranno anche le discipline. La proposta -spiega la nota- prevede l'istituzione dell'area tecnico-professionale nelle scuole secondarie di secondo grado e il riordino degli istituti tecnici e degli istituti professionali'.

Per gli studenti 'meno volenterosi' dopo le scuole medie si apriranno percorsi professionali triennali e la separazione tra istituti tecnici e professionali si farà meno netta. 'Per le qualifiche professionali triennalì sarà istituito un albo nazionale e ogni provincia avrà almeno un polo tecnico-professionale che comprenderà sia l'attuale indirizzo tecnico sia quello professionale e, oltre i percorsi triennali, anche indirizzi di 'alta qualificazione tecnico-professionale di tipo non universitario'.

Le prime reazioni. Positive le prime reazioni all'annuncio del ministro Fioroni. "Il rafforzamento e la modernizzazione delle scuole tecnico professionali e l'ampliamento dei percorsi di istruzione tecnica superiore è davvero l'aspetto qualificante della riforma della secondaria di secondo grado", dichiara Massimo di Menna, segretario generale della Uil Scuola che prosegue: "La formazione di tecnici, competenti professionalmente e 'culturalmentè formati, in grado di essere la spinta per la innovazione e la competitività del nostro sistema ormai post-industriale, è la vera scommessa della nuova scuola secondaria".

"La proposta lanciata da Fioroni- rilancia Francesco Scrima, leader della Cisl Scuola - che ipotizza per le scuole l'applicazione dello stesso regime di cui godono le fondazioni sé è una proposta interessante perché consentirebbe alle scuole autonome di beneficiare di un più favorevole regime fiscale che permetterebbe notevoli risparmi e pertanto maggiori investimenti per la funzionalità del servizio scolastico e per migliorare l'offerta formativa"

di fronte a tanta idiozia non si può restare in silenzio!
la formazione non si compra e non si vende!
per una scuola libera, pubblica, laica!
ROMPIAMOGLI IL CULO!