domenica, 18 novembre 2007

e chi lo sa definire? è un emozione, non si può definire.

vivo sentimenti conflittuali. diciamo che erano anni che non mi succedeva. diciamo che erano anni che, costruitami il mio piccolo paradiso felice di agibilità politica, tenevo tutto fermo lì così com'era, nella speranza che poi, un giorno, tutto sarebbe ricominciato. troppo facile dirà qualcuno. troppo facile tornare da un corteo come quello di ieri a genova e pensare di cavarsela con un immagine, quella immagine... piazza carlo giuliani.
non sono queste le cose in cui io credo. non è uno spazio di agibilità politica che poi fa la politica. quello spesso fa l'anipolitica e, cari compagni, a sto punto rischiamo di starci dentro all'antipolitica, ma seriamente.
insomma. praticamente domani è uno dei giorni più importanti della mia vita e io ripenso a tutto, metto in discussione tutto, rimugino su tutto.
sarà l'evento rituale a farmi sobbalzare? mah, chissà!
fattosta che di riti in questi giorni se ne consumano tanti. come quello di ieri. il nostro tornare a genova, in cui io, personalemente, avevo riposto un sacco di speranze.
e quindi ci sono tornata ieri a genova (cioè, per dirla tutta ci sono andata, perchè nel 2001 m'avevano bocciata e dovetti stare a casa) e le sensazioni sono state tante.
io il movimento me lo ricordo. non faccio parte di quella generazione che genova l'ha vissuta dopo il g8. mi ricordo seattle, mi ricordo praga, gotemborg, mi ricordo napoli e genova e firenze e porto alegre... ero piccola e credevo che avremmo cambiato il mondo.
è strano quando le cose stanno così. quando uno non ha la forza nè la voglia di mettersi veramente in ballo e di ballare, quando uno ci sta fino ad un certo punto nel gioco e poi si tira indietro. è strano quando ripensi a come facevamo in quegli anni e a quelo che è ora. o che non è. o che cos'è? questa domanda mi divora da ieri. da quando le mille emozioni che quel corteo mi ha dato hanno cominciato a combattere tra di loro. la gioia di esserci, di ritrovarci. ancora noi, quelli di genova, quelli di napoli, di praga, di seattle...
noi, il movimento dei movimenti. di nuovo a genova.
perchè c'eravamo tutti e allora siamo tutti colpevoli. chi con il cuore, chi con il corpo, chi con la mente. tutti. e allora arrestateci tutti, condannateci tutti. ammazzateci tutti.
perche non è vero che berlusconi se n'è andato e la democrazia in questo paese non è più in pericolo, anzi... perchè c'è chi ora suona la campana, chi da nuove letture politiche e dice che dovremmo preoccuparci di come arginare la deriva violenta delle forze dell'ordine, perchè c'è chi ieri contestava il g8 e oggi vota per finanziarlo. e sono i miei compagni... o meglio: e sarebbero i miei compagni? quelli che chiedono la commissione d'indagine parlamentare su genova? quelli che a genova contestavano gli 8 grandi e ora si preparano ad accoglierli in quel della sardegna? quelli che si, smantelliamo la maddalena, anzi, facciamo che la ricostruiamo e ne facciamo un mega impianto turistico (perchè i grandi 8 hanno bisogno di tanto spazio per incontrarsi)
cosa resta di genova? cosa di quel movimento?
parliamo di ieri. dei compartimenti stagni riuniti in spezzoni statici e immobili, tanto identitari da far paura alla stessa genova, abituata com'era alla confusione, alla contaminazione, alla condivisione di quelle gionate del luglio 2001. secondo me nemmeno lei ci ha riconosciuto. nemmeno mamma genova ha riconosciuto i suoi figli, nè i figli dei figli.
io a genova sono diventata grande. ho smesso di sognare e cominciato a fare. ho cominciato a credere che se il mondo lo vuoi cambiare allora non ti basta guardarlo, osservarlo, cercare di analizzarlo. qualcosa devi fare. fosse solo esserci. e quindi anche per questo ieri ero a genova. con i padri e con i figli. sorella maggiore dei ragazzi che oggi pensano a genova e si portano il casco, senza sapere cosa farne di quel casco, quando metterlo, quando toglierlo... sorella maggiore di quelli che se lo striscione ha l'asta non capiscono perchè, forse perche non si pieghi o svolazzi per il vento... sorella maggiore che fa vedere i video, le inchieste i pillola rossa e cerca di spiegare di far sentire... sorella maggiore e un po' noiosa, forse, che ricorda le assemblee ad officina o al laboraorio ska, quando io ero una ragazzina e manco mi facevano parlare, manco mi veniva voglia di parlare... le assemblee... lunghe ore, dense, cariche di scontri e di incontri...
è strano. cosa ha a che fare oggi con ieri? per me e per tutti... qal'è il dato politico della nostra azione negli ultimi cinque anni? cosa abbiamo fatto, cosa abbiamo costruito, cosa abbiamo lasciato.
genova rivive? non lo so. non so se quei corpi, quelle idee, i presupposti come i sogni sono gli stessi.
non lo so.
so che mi sono sentita vicina e lontana da tutti i miei compagni. so che mi sono sentita a casa, che ho guardato giuliano negli occhi e ho provato lo stesso dolore di sempre. so che non ne posso più dei professionisti della politica. da qualunque parte stiano.
so che ho sempe fatto la bassa manovalanza. so che la farò sempre. e me ne vanterò sempre.
so che ho scritto un sacco e che ne avevo bisogno. avevo bisogno del corteo di ieri e dello sfogo di oggi. domani avrò bisogno di tanto coraggio. quello stesso coraggio che muoveva la mia azione di ragazzina un po' imprudente e facilmente condizionabile, che mi ha fatto smettere di credere in me e cominciare a credere in tutti noi. forza per chiedermi chi siamo, chi sono, cosa penso di poter fare, cosa pensiamo di riuscire a costruire. la forza con cui cercheremo ancora di costruire qualcosa.
questo post è una riflessione personale ma se parlo al plurale è perchè ci credo ancora in noi.
credo ancora nel movimento come unico motore di cambiamento possibile.
checchè ne dicano lor signori.
e si faccaino pure la loro cosa rossa (che io voterò, probabilmente, ma non costruirò se cosa rossa a genova non ci sarà come non c'è stata ieri, se contnueranno a gridare verità e giustizia per genova e a votare per finanziare la maddalena) facciano pure le loro cose...
io vagherò per il corteo, rifiutando l'identità, camminerò e sentirò le voci, sentirò i corpi, sentirò gli odori e le emozioni... sentirò. e ci sarò sempre. comunque ci sarò. resisterò. alla rabbia, allo schifo, alla paura, alla voglia di vomitare e a quella di urlare. perchè così non ha senso. così non è niente. nè ieri nè oggi nè domani. così no. non ci sto.
sabato, 17 novembre 2007

domani, cioè oggi

appena tornata....
striscioni finiti, camioncino pronto, mixer aggiustato... mancano le pile per il megafono, come sempre...
e le ore di sonno per reggere l'incredibile giornata che sarà domani.
domani scendiamo in piazza in tutto il mondo. perchè il movimento non si rimanda.
domani toniamo a Genova. perchè il movimento non si processa.
domani, o meglio oggi, tra poche ore...

e poi dall'ultima galleria sembra mai più poter riaprirsi il sole
e quando luccica dal fondale sopra la rugginosa ferrovia
dalle budella della grande vedova diritto in faccia ad un muro alto
porta principe in un sussulto ti vomita addosso a genova...

io quando tornerò a genova per prima cosa col caffè di rito
nel piazzale della stazione, dal baracchino il passo addormentato
lo muoverò per riconquistare la dignità di me stesso al mondo
e il dovere di camminare a testa alta guardando il fondo

guardare in fondo, guardare il mare, guardare il punto fermo sull'abisso
vedere tutto tornare, urlare, fronte spezzata da un chiodo fisso
fronte spaccata, fronte diviso, fonte che annega al pozzo san patrizio
il mare rosso del nostro sangue plebeo che soffoca nel precipizio

quando ritorneremo a genova ritorneremo sopra la criniera
bianca dell'onda che si frange al frangiflutti che mangia la sera
e sfiora il senso del presente, della memoria che si schianta
quando genova ritornerà quella del giugno del sessanta

quando ritorneremo a genova, quando genova sarà tornata
quando torno, torno al nostro inverno la resistenza sarà dichiarata
quando in tutto quest'inferno ritroveremo i nostri sentimenti
verremo in braccio alla natura, verremo sopra i quattro elementi

chi siamo noi? ora siamo il mare, il mare nero che si scatena
che si rovescia sopra il porto, sopra al porco che lo avvelena
il mare più salato che ci avete fatto lacrimare
date un bacio ai vostri candelotti, giusto prima di affogare

chi siamo noi? ora siamo il vento che non potete più fare ostaggio
aria libera dai mulini, dalla catena di montaggio
il vento che ti spazzerà via, cancellerà l'orma dei tuoi passi
che schianterà muri e sbarre scatenandosi per marassi

chi siamo noi? ora siamo il fuoco che non avete mai domato
quello che brucia in fondo agli occhi di questo triste supermercato
quello che cortocircuita i fili dell'allarme e del divieto
mentre noi spargeremo sale sulle rovine di bolzaneto

chi siamo noi? ora siamo la notte, la luna persa dei disperati
dice il poeta: “quando cade un uomo si rialzano i mercati”
e per quest'uomo di eterna notte, per questa luce che se ne muore
aspettiamo che il sole sciolga il blocco nero che portiamo in cuore

e così torneremo a genova, così ritorneremo a genova
così libereremo genova, così saremo liberi a genova

quando ritornerò a genova dal baracchino del caffè di rito
l'antico samovar della tristezza che sta bollendomi dentro al fiato
questo dolore che mi ha tradito, l'enorme sagoma del lutto
il mio tormento che ho malcelato e queste lacrime che tengo stretto

e in una genova liberata, senza chiusura, senza sgomento
senza sott'occhio la via di fuga, senza furore, senza spavento
avrà senso cadere in ginocchio, alzare e prendersi le mani
piangere in piazza alimonda... pardon, in piazza carlo giuliani

alessio lega, settembre 2001

martedì, 17 luglio 2007

scandaloso

leggo dal sito dei GC e trascrivo... non ho parole, ma federico tmmasello dice bene quello che tutti peseremmo dopo aver appreso una notizia del genere...

L'ESTINTORE COME STRUMENTO DI PACE
di Federico Tommasello (portavoce naizonale giovani comunisti/e)

Incredibile!!! Sui giornali di oggi trovo una notizia che mi fa uscire gli occhi dalle orbite. Il COISP - Coordinamento per l’indipendenza sindacale delle forze di polizia (indipendenza da chi???) – ha convocato a Genova un dibattito dal titolo “L’estintore come strumento di pace” (!) invitando a parteciparvi Mario Placanica, l’ex Carabiniere che sparò alla testa di Carlo Giuliani. Un’iniziativa vergognosa, incredibile, tanto più se a promuoverla non è un gruppo di facinorosi estremisti di destra, ma un sindacato di forze dell’ordine. Lo sbigottimento gela il sangue nelle vene e mi inchioda alla sedia quando leggo data e luogo dell’iniziativa: Genova, Piazza Alimonda, 20 luglio.

Stesso posto e stessa ora in cui 6 anni fa fu ucciso Carlo Giuliani. Come fosse la rivendicazione dell’omicidio! Come voler sparare una seconda volta alla testa e al cuore dei parenti di Carlo, di chi ha quel giorno ha visto la morte in faccia, di tutti quelli che andarono a Genova per rivendicare un mondo migliore ed incontrarono invece la brutalità e la violenza del volto crudele dello stato, migliaia di poliziotti e carabinieri conquistati da una furia cieca, da una violenza inaudita.
E’ incredibile, inaccettabile che in una democrazia matura un sindacato che vorrebbe rappresentare parte di un’istituzione preposta alla tutela dell’ordinamento democratico promuova iniziative di aperta provocazione. Provocazione tanto più spudorata e intollerabile se si pensa ai fatti che negli ultimi mesi hanno segnato le vicende giudiziarie attinenti le manifestazioni contro il G8 del 2001 e che hanno riconosciuto la colpevolezza di pezzi significativi delle forze di polizia. Alla luce di tutto questo la manifestazione del COISP suona ancor più come una rivendicazione: si rivendica la legittimità di fabbricare prove false, massacrare giovani inermi, torturare nelle caserme, insultare, umiliare, pestare cittadini in stato di fermo, dichiarare il falso nelle aule di tribunale. E’ così che non stupiscono più neppure le parole di Michelangelo Fournier - vicequestore aggiunto ai tempi del G8 – che, dopo aver descritto la scuola Diaz come una “macelleria messicana”, ha dichiarato di non aver mai detto la verità per “spirito di appartenenza”, quando proprio quest’ultimo e il rispetto delle istituzioni avrebbe dovuto spingerlo a fare il contrario.
Insomma la manifestazione convocata dal COISP ha il carattere di una vergognosa provocazione che dimentica perfino il rispetto dei morti e del dolore altrui, l’umana pietas, una provocazione degna del peggiore dei gruppuscoli dell’estrema destra che in questi giorni stanno macchiando la città di Roma con raid e azioni squadriste. E’ perciò necessario non solo che il questore di Genova vieti l’iniziativa, ma anche che si faccia chiarezza sulla vera natura di questo sedicente sindacato di polizia. E’ necessario farlo anche perché il nome della città di Genova unito al numero 2001 ci riporta costantemente a due suggestioni di segno opposto. La prima è il carattere cupo di una parte della storia del nostro paese in cui settori dello stato, delle forze dell’ordine, dei servizi segreti si sono sistematicamente sottratti alle loro responsabilità per lasciare spazio a politiche autoritarie, repressive ed eversive dell’ordine democratico; una macchia gravissima sulla storia recente e attuale su cui restano troppe verità nascoste si cui far luce, a partire dalla necessaria istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta sui fatti del 2001. L’altra è invece la suggestione calda di Genova, quella scolpita nell’identità della mia generazione cresciuta  con il crollo delle ideologie, la crisi della politica, la ‘fine della storia’. Ci chiamavano Generazione X, postcomunista, postmoderna, postutto, senza identità, senza speranze né impegno. Le giornate di luglio 2001 ci hanno trasformato nella “Generazione di Genova”, ci hanno restituito un’identità nel volto giovane di Carlo Giuliani, nel muretto di piazza Alimonia che a sette anni di distanza è ancora pieno come allora di cimeli e ricordi di ogni tipo. E il calore e la gioia di questo ricordo - di essere stati parte di quella splendida moltitudine di sognatori - non ce lo toglierà mai nessuno, tantomeno la provocazione di un sindacato eversivo di  polizia.
E’ per questo che - come sei anni fa - saremo ancora una volta dal 19 al 22 giugno allo stadio Carlini e in  piazza Alimonda per ricordare, ballare, camminare verso un mondo migliore.

per chi ancora fosse indeciso, ribadisco il concetto:
testatacarlo giulianitutti a Genova dal 19 al 21 luglio
stadio Carlini per non dimenticare
giovedì, 12 luglio 2007

genova e dintorni

carlo1rientrata dopo la latitanza (e non la vacanza) più che motivata dalle mille cose, mille fatti che hanno sconvolto le ultime settimane devo dire due cose sulle svolte che in queste settimane si sono viste nelle indagini sui fatti di Genova 2001. per il resto la vita scorre normale, l'azione ad Avellino è un gran casino, è stagnante... la mia tesi va e non va e chi sa come andrà a finire! la novità è che hanno chiuso i giardinetti sotto casa perchè devono fare un parco che attraverserà mezza piazza macello da dove passerà il tunnel, che ovvimente passerà sotto il parco. la cosa bella è che chiunque sa che qua sotto c'è l'acqua... fattosta che al momento ci hanno tolto anche quel pezzetto di verde che tenevamo recintandolo con quelle gabbie che si vedono un po' ovunque per la città e che il traffico qua sotto è impazzito...
la latitanza, dicevo, le tarantelle, a paensarci bene... le incazzature per i casini della politica e l'indifferenza della società... a livello nazionale il capo della polizia De Gennaro, finalmente indagato per i fatti del G8 de Genova è stato sostituito da un irpino, tale Manganelli e in moltissimi hanno obbiettato che già il nome non promette bene. ho seguito questa storia fin dal primo istante, dall'interrogazione parlamentare di Casini al presidente del consiglio, l'avviso di garanzia, la sostituzione e la nomina a capogabbinetto (lui che di cessi se ne intende, ha scherzato qualcuno) del ministero degli interni...
contemporaneamente lo stesso miistero degli interni che pagherà i danni ad una delle tantissime ragazze che hanno subito violenza durante l'assalto alla Diaz e a cui è stata certificata un'infermità permanente dell'8% dovuta alla frattura della mandibola. finalmente lo stato si assume la responsabilità di quel che successe a genova. per di più sono venute fuori le comunicazioni tra colleghi durante quelle ore, non che ci si possa meravigliare di quel che si ascolta, chia è stato a Genova, ma anche chi non ci è stato può bene immaginare il tipo di conversazione... la cosa assurda è che dopo tutto ciò continuiamo a sentire elogi su elogi delle forze di polizia, senza che nessuno dica niente... nell'era delle intercettazioni, di corona e nina morich, e Sircana e Berlusconi noi ci abbiamo messo sei anni per venire a conoscenza di banalissime comunicazioni interne, eppure quest'inchiesta è stata aperta immediatamente dopo i fatti della Diaz! sei anni... e chissà quante verità devono ancora venire fuori, ma la commissione di inchiesta parlamentare non si fa e i mille documenti prodotti da compagni di tutto il mondo per testimoniare le violenze di quei giorni non potranno mai essere presi in considerazione, non potranno mai dare una mano a ricostruire completamente la verità su Genova. ed è sconvolgente come invece sul caso dei dossier segreti del sismi (come se ci potesse meravigliare anche di questi) la commissione di inchiesta parlamentare sia invocata a gran voce pur di evitare (giustamente) che la cosa sia messa completamente nelle mani del copaco, presieduto dal compagno scajola (bleah!)

ma per fortuna in tutta questa merda, in questo schifo di mondo in cui ogni giorno ce n'è una nuova e non si trova un minuto di pace, c'è chi non dimentica e continua a lottare...



testatacarlo giuliani
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categorie: pensieri, politica, movimenti, incazzature, rivolte, lotte, g8 , gc
giovedì, 07 giugno 2007

oggi torno giù

vado...
perchè? ecco perchè....man bus AVELLINO new def1 copia
dalle 19:00 al Garage Record
                    Aperitivo transegender+proiezioni video
dalle 22:00 al Black Huse Blues
                    spettacolo di Drag Queen +
                    Musica Gaya con Peter Perfect e Vinil Jumpy


e... per chi invece sta a Siena:

dalle 17:30 alla Corte dei Miracoli iniziativa sul G8 di Rostock +                 collegamento telefonico con i compagni che sono alla              manifestazione
dalle 20:00 cena sociale a prezzo sociale
                    (nel senso che se contribuite non è male)
dalle 21:00 concerto 
mercoledì, 06 giugno 2007

storie di ordinaria disinformazione

ti alzi di buon mattino e decidi di fare un post sull'informazione, sull'informazione  di massa, che ti fa tanto incazzare, e su quella antagonista, che cerchi anche tu di fare... allora per prima cosa apri le prime pagine dei giornali: repubblica, il corriere, il giornale (perchè il nemico per distruggerlo devi conoscerlo)
caso visco, dichiarazioni di Berlusconi, deliri di onnipotenza di Bush...
il nostro amato ex premier, figlio di Dio, nonchè Dio in persona, on (ma non troppo) Silvio Berlusconi ieri ha prima chiamato allo sciopero fiscale, poi ha fatto una telefonata in diretta a Ballarò in cui cercava di rettificare, (senza però scontentare i suoi) contraddicendosi in continuazione e con un atteggiamento tra il ridicolo e il grottesco. quell'altro, invece, ha ricominciato con le sue fantasticherie da star trek e ha ripreso con la vecchia storia dello scudo stellare, che i militanti di lunga memoria ricorderanno come una delle assurdità di quell'incredibile anno che fu il 2001 su cui ci divertimmo a prenderlo in giro in tutte i modi possibili e immaginabili. insomma Putin si è arrabbiato e ha detto "telo scordi lo scudo stellare, io ti punto i missili contro l'Europa!" la Nato ha detto "Oh, che dici, non glieli puoi puntare i missili all'Europa!" e Bush "lo scudo è una difesa. Russia e Cina deragliano la democrazia" lui, macchinista di questo treno della democrazia, non lo può permettere... che pensasse di fare guerra a Russia e Cina e di mandarci tutti all'inferno? e poi un sacco di chiacchiere sul viaggio di Bush a Roma, sugli incontri previsti con il papa, il premier e (non poteva mancare), in qualità di amico personale, anche lui... sempre lui... e non me lo fate nominare ancora!e ovviamente non è che si può star zitti di fronte ai deliri di onnipotenza di quest'uomo e  puntuale arriva la repressione.
ieri a Rostock, mentre i manifestanti cercavano di spostarsi ad Heiligendamm la polizia ha cercato in tutti i modi di ostacolarli, effettuando fermi durati ore prima alla stazione e poi sulla strada che porta all'aereoporto, dove i manfestanti cercavano di recarsi per aspettare l'arrivo di Bush... ovviamente ci sono incappate anche le farfalle, che raccontano sul sito quello che è successo a loro.
resta alta la tensione anche per la venuta di Bush a Roma e non si fermano gli allarmismi, sia da una parte che dall'altra. chi dice che ci saranno i black block e chi risponde violeremo le zone rosse, il clima a roma non è certo tranquillo e la città comincia a blindarsi. non è un caso che si continuino a fare resistenze per gli sconti sui prezzi dei biglietti ferroviari per arggiungere Roma e che i giornali siano pieni di notizie tipo "andrà o no Bush a Trastevere?" "ridurrà il suo programma per le contestazioni?"
che l'informazione italiana non fosse un gran che si sapeva, ma che si arrivi a fare articoli sulle scarpe indossate dal presidente americano mi sembra un po' troppo. e se poi è il corriere della sera a pubblicare una notizia del genere, la sera sicuramente tutti i tg faranno un servizio sul fatto.
stranezze italiane... staremo a vedere, sperando che sabato sia una giornata di sole, che gli animi siano sereni e che la manifestazione sia allegra, pacifica e colorata... altro che black block!
postato da: kombattina alle ore 08:36 | link | commenti (2)
categorie: politica, movimenti, manifestazioni, voli, rivolte, lotte, farfalle rosse, g8 , gc
domenica, 03 giugno 2007

prove di repressione al G8 di Rostock

domenica pomeriggio come tante altre. fuori un tempaccio incredibile, vento, grigio, tristezza che ti mangia...
ieri prime avvisaglie di repressione al G8 di Rostock... arresti, soprusi, lacrimogeni e idranti, solite prove di repressione per quello che si preannuncia un summit davvero difficile per le contestazioni e la gestione dell'ordine pubblico. come riportano i compagni nelle news in diretta da Rostock dalle 15 in poi di ieri e fino a tarda sera diversi sono stati i momenti di tensione tra i manfestanti e gli sbirri in assetto antisommossa e si contano diversi feriti, sia tra i contestatori che tra le forze dell'ordine e numerosi arresti, 164 secondo il team legale dei quali 17 vedranno confermato il fermo.  a far partire gli scontri sarebbero state le solite provocazioni di quel gruppo noto come back block che dai tempi di genova 2001 è un po' lo spettro che aleggia sul movimento. bisognerà dar loro retta? per esperienza dico che è sempre meglio andrci cauti in queste situazioni perchè spesso e volentieri si tratta di infiltrati delle stesse forze dell'ordine.
chissà come se la passano le farfalle! ad ogni modo la tensione di Rostock non fa sperare per niente bene, anche perchè questi dovevano essere giorni tranquilli, in attesa della grande manifestazione di venerdì 8...
insomma, tutto ciò non fa sperare per nulla bene, nè una tale situazione prefigura meglio il nostro trattamento alla manifestazione nazionale contro bush prevista a roma per sabato 9, una manifestazione che già dal punto di vista dei movimenti non promette bene, se poi ci si mettono anche le forze dell'ordine....
e non venitemi a dire che genova è passata e che oggi possiamo stare più tranquilli perchè a napoli nel 2001 era bianco il ministro degli interni per un governo di centro sinistra e gli scontri e i soprusi ci furono comunque. certo non sarà l'allarmismo che già è partito riguardo al 9 o la paura della repressione a fermarci, anzi l'informazione come sempre resta la nostra arma di difesa migliore e perciò
leggete qui l'interessante opinione di Heidi Giuliani sul corteo del 9.
la pace non si arresta, nè qui nè a Rostock...