domenica, 09 dicembre 2007

doppia amarezza

non mi sono svegliata... cioè ieri sera ho deciso che non mi sarei svegliata e così è stato.
però dalle 13 in poi ho seguito l'assemblea in streaming e dunque non mi sono risparmiata gli interventi di giordano, mussi e diliberto...
mi sarebbe piaciuto sentire ingrao, che fino a ieri aveva detto che all'assemblea non ci sarebbe stato e invece stamattina poi è arrivato. mi sarebbe piaciuto sentire vendola, vedere l'irruzione dei no dal molin, irrompere con loro nella stanza dei bottoni della sinistra...
doppia amarezza, perchè restando a casa anche quel poco di buono che c'era nell'assemblea di oggi me lo sono perso. non mi sono persa i discorsoni dei leaderoni, che erano visibili e udibili da tutti quanti se ne sono stati a casa, ma la gente si... le facce, le espressioni, le sensazioni che i corpi presenti alla fiera trasmettevano. chi c'era mi ha detto che non è stato bello, che non mi sono persa niente, ma invece io penso che ne valesse la pena. valeva la pena esserci e mettersi in corteo con i NodalMolin, come hanno fatto i compagni, i miei compagni. credo che sia stato un messaggio importante, che sicuramente i quattro leaderoni non avranno captato, ma così è stato. un po' come dire: si, ok, ma noi abbiamo un idea ben precisa della politica che vogliamo e delle modalità che bisogna mettere in piedi per costruirla e questo percorso non ci appartiene, o ci appartiene fino ad un certo punto. una cosa importante e per nulla scontata che dimostra quanto la generazione di genova sia poco disposta a farsi mettere cappelli in testa, da dentro e da fuori.
era necessario che l'elemento di crisi fosse anche oggi all'assemblea, e per fortuna c'è stato.
tutto il resto sono considerazioni di contesto, speculazioni su quella che è stata una passerella e non poteva essere altro... si sarebbe dovuti andar giù ieri, partecipare ai tavoli tematici, incontrare i compagni...
ora la discussione sarà tutta su bella ciao che i verdi non hanno cantato e su fini e il suo ex compare che bisticciano e si lasciano... questioni di clamore mediatico punto e basta, la gente, le persone restano fuori dalla ribalta...
ecco, credo, con una metafora coniata qualche sera fa a chiacchiera con un compagno, che il più grande problema della sinistra italiana sia questo: stanno insieme, ma non fanno l'amore, non si confondono nei corpi, non si contaminano nelle idee... non si amano, in fondo, questo è un matrimonio di convenienza.

le persone però no, si amano, litigano, discutono, si arrabbiano, ci restano male, fanno pace e fanno l'amore... nelle persone io ci credo ancora. credo nelle mani, nella capacità di costruire, credo nel dialogo, nella forza del contatto fisico, nella sua intensità, credo nel rispetto silente e nella rabbia furiosa e accecante, credo nella passione, quella che bruciaenoncapiscietidomandienontispieghi. credo nell'amore. nella forza del bene contro il male, nelle cose piccole e insignificanti. credo nell'odore del caffè, nell'odore denso dei corpi che si uniscono, nella nebbia e nella neve, nella luna e nella terra. credo nei corpi umani. credo all'innocenza. credo alla vita e alla morte. credo nelle cose vere e credo che solo a partire dal sentire potremo cambiare il mondo. credo che bisognerebbe ripartire di li, dall'emozione all'entrata dei no dal molin, dalle sensazioni veicolate da ingrao a prescindere da quel che ha detto o che doveva dire,
credo che supereremo anche questa, che continuando ad amare la vita andremo oltre l'ennesimo smacco, l'ennesimo attacco al pensiero che vibra, al sentire che incalza.

credo che ora è il caso che io smetta di scrivere, perchè, a parte tutto, oggi sono felice e quindi sono di parte. credo nel bene. amo ed è bello.
giovedì, 06 dicembre 2007

processi partecipati

la sinistra l descrizione: nuovo contenitore della sinistra
dettagli: fondo bianco.
titolo principale : la sinistra, colore rosso.
sottotitolo: l'arcobaleno, colore verde.
altro: in basso mare colorato con i colori della pace.
contenuto: vacante.
ulteriori informazioni: sabato e domenica a roma stati generali della scatola vuota.
commenti: meno male che doveva essere un processo partecipato!
giovedì, 29 novembre 2007

sondaggio fai da te sulla percezione del potere

che cos'è il potere? è una forma di repressione? è qualcosa che i più forti esercitano sui deboli? è qualcosa che proibisce o che produce? e dov'è il potere? nelle istituzioni? negli apparati buriocratici? oppure è qualcosa di diffuso? come si manifesta? in quali ambiti?
insomma: che significa oggi potere? sto cercando di capire...
parliamone!
postato da: kombattina alle ore 08:32 | link | commenti (6)
categorie: pensieri, fatti, crisi, formazione, assurdità
martedì, 20 novembre 2007

109.

anche se il nostro maggio ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare vi ha fatto chinare il mento
se il fuoco ha minacciato le vostre 1100
anche se voi vi credete assolti siete per sempre coinvolti
giovedì, 08 novembre 2007

un compagno

biagici sono cose che le parole spiegano difficilmente. le sensazioni sono una cosa che mal si dice, che non si può sempre definire, che quasi mai è facile esprimere. le sensazioni, le emozioni, i sentimenti, belli o brutti che siano. ci sono cose il cui peso è percepibile solo quando non ci sono, cose cui non si da conto nel momento in cui avvengono, ma che un valore ce l’hanno, pur nella loro banalità. ci sono cose che hanno valore per il brivido che muovono, per il solo fatto di essere sentite, percepite, condivise.

ci sono cose che ti accompagnano per tutta una vita, cose a cui sei abituato, che fanno parte della tua quotidianeità. ci sono cose di cui nemmeno ti accorgi nella quotidianeità. è il pensiero inflazionato di tutti i giorni, è la monotonia del rintocco delle campane, della sigaretta dopo il caffè, di Biagi dopo il tg. cose che esistono da quando tu esisti, che ci sono sempre state, che ti pare ci sarnno sempre…. è ovvio che ci siano.

rischia di diventare un discorso sulla vita e sulla morte questo, invece è solo un pensiero sulla lotta quotidiana. quella delle parole inascoltate e del monotono scorrere del tempo. monotono o frenetico, poco conta. una storia di microesistenze cui si da poco conto. è un discorso sulle cose scontate che ci sono sempre state. come i nonni, come il rintocco delle camapane.

io non lo so se tu sei mai stato un compagno, so che se io lo sono diventata lo devo anche a te, ai tuoi discorsi dopo il tg, al silenzio imposto dal nonno in quei cinque minuti in cui parlavi tu, alla distrazione di una bambina che però a un certo punto prestava attenzione e ascoltava le parole del nonno della tv.

forse rischio di sminuire, ma volevo provare a spiegare la sensazione che ho provato l'altro ieri quando ho letto che te ne eri andato e poi oggi, mentre mandavano le immagini dei tuoi funerali.  non ci siamo mai abituati a stare senza di te. non ci abitueremo mai. perchè questo paese ha bisogno di gente che ragiona. tu ci hai insegnato a ragionare.

ciao (compagno) enzo!

postato da: kombattina alle ore 16:34 | link | commenti
categorie: pensieri, cazzi miei, movimenti, incazzature, fatti, lotte
domenica, 04 novembre 2007

un anno dopo

ciao pensiero felice di laggiù...
postato da: kombattina alle ore 11:52 | link | commenti
categorie: pensieri, cazzi miei, fatti, voli
giovedì, 01 novembre 2007

problemi laringofaringei

uffà....
sto tutta appilata!!!
postato da: kombattina alle ore 09:50 | link | commenti
categorie: cazzi miei, incazzature, fatti, siena, fan culo al mondo