giovedì, 06 dicembre 2007

processi partecipati

la sinistra l descrizione: nuovo contenitore della sinistra
dettagli: fondo bianco.
titolo principale : la sinistra, colore rosso.
sottotitolo: l'arcobaleno, colore verde.
altro: in basso mare colorato con i colori della pace.
contenuto: vacante.
ulteriori informazioni: sabato e domenica a roma stati generali della scatola vuota.
commenti: meno male che doveva essere un processo partecipato!
domenica, 18 novembre 2007

e chi lo sa definire? è un emozione, non si può definire.

vivo sentimenti conflittuali. diciamo che erano anni che non mi succedeva. diciamo che erano anni che, costruitami il mio piccolo paradiso felice di agibilità politica, tenevo tutto fermo lì così com'era, nella speranza che poi, un giorno, tutto sarebbe ricominciato. troppo facile dirà qualcuno. troppo facile tornare da un corteo come quello di ieri a genova e pensare di cavarsela con un immagine, quella immagine... piazza carlo giuliani.
non sono queste le cose in cui io credo. non è uno spazio di agibilità politica che poi fa la politica. quello spesso fa l'anipolitica e, cari compagni, a sto punto rischiamo di starci dentro all'antipolitica, ma seriamente.
insomma. praticamente domani è uno dei giorni più importanti della mia vita e io ripenso a tutto, metto in discussione tutto, rimugino su tutto.
sarà l'evento rituale a farmi sobbalzare? mah, chissà!
fattosta che di riti in questi giorni se ne consumano tanti. come quello di ieri. il nostro tornare a genova, in cui io, personalemente, avevo riposto un sacco di speranze.
e quindi ci sono tornata ieri a genova (cioè, per dirla tutta ci sono andata, perchè nel 2001 m'avevano bocciata e dovetti stare a casa) e le sensazioni sono state tante.
io il movimento me lo ricordo. non faccio parte di quella generazione che genova l'ha vissuta dopo il g8. mi ricordo seattle, mi ricordo praga, gotemborg, mi ricordo napoli e genova e firenze e porto alegre... ero piccola e credevo che avremmo cambiato il mondo.
è strano quando le cose stanno così. quando uno non ha la forza nè la voglia di mettersi veramente in ballo e di ballare, quando uno ci sta fino ad un certo punto nel gioco e poi si tira indietro. è strano quando ripensi a come facevamo in quegli anni e a quelo che è ora. o che non è. o che cos'è? questa domanda mi divora da ieri. da quando le mille emozioni che quel corteo mi ha dato hanno cominciato a combattere tra di loro. la gioia di esserci, di ritrovarci. ancora noi, quelli di genova, quelli di napoli, di praga, di seattle...
noi, il movimento dei movimenti. di nuovo a genova.
perchè c'eravamo tutti e allora siamo tutti colpevoli. chi con il cuore, chi con il corpo, chi con la mente. tutti. e allora arrestateci tutti, condannateci tutti. ammazzateci tutti.
perche non è vero che berlusconi se n'è andato e la democrazia in questo paese non è più in pericolo, anzi... perchè c'è chi ora suona la campana, chi da nuove letture politiche e dice che dovremmo preoccuparci di come arginare la deriva violenta delle forze dell'ordine, perchè c'è chi ieri contestava il g8 e oggi vota per finanziarlo. e sono i miei compagni... o meglio: e sarebbero i miei compagni? quelli che chiedono la commissione d'indagine parlamentare su genova? quelli che a genova contestavano gli 8 grandi e ora si preparano ad accoglierli in quel della sardegna? quelli che si, smantelliamo la maddalena, anzi, facciamo che la ricostruiamo e ne facciamo un mega impianto turistico (perchè i grandi 8 hanno bisogno di tanto spazio per incontrarsi)
cosa resta di genova? cosa di quel movimento?
parliamo di ieri. dei compartimenti stagni riuniti in spezzoni statici e immobili, tanto identitari da far paura alla stessa genova, abituata com'era alla confusione, alla contaminazione, alla condivisione di quelle gionate del luglio 2001. secondo me nemmeno lei ci ha riconosciuto. nemmeno mamma genova ha riconosciuto i suoi figli, nè i figli dei figli.
io a genova sono diventata grande. ho smesso di sognare e cominciato a fare. ho cominciato a credere che se il mondo lo vuoi cambiare allora non ti basta guardarlo, osservarlo, cercare di analizzarlo. qualcosa devi fare. fosse solo esserci. e quindi anche per questo ieri ero a genova. con i padri e con i figli. sorella maggiore dei ragazzi che oggi pensano a genova e si portano il casco, senza sapere cosa farne di quel casco, quando metterlo, quando toglierlo... sorella maggiore di quelli che se lo striscione ha l'asta non capiscono perchè, forse perche non si pieghi o svolazzi per il vento... sorella maggiore che fa vedere i video, le inchieste i pillola rossa e cerca di spiegare di far sentire... sorella maggiore e un po' noiosa, forse, che ricorda le assemblee ad officina o al laboraorio ska, quando io ero una ragazzina e manco mi facevano parlare, manco mi veniva voglia di parlare... le assemblee... lunghe ore, dense, cariche di scontri e di incontri...
è strano. cosa ha a che fare oggi con ieri? per me e per tutti... qal'è il dato politico della nostra azione negli ultimi cinque anni? cosa abbiamo fatto, cosa abbiamo costruito, cosa abbiamo lasciato.
genova rivive? non lo so. non so se quei corpi, quelle idee, i presupposti come i sogni sono gli stessi.
non lo so.
so che mi sono sentita vicina e lontana da tutti i miei compagni. so che mi sono sentita a casa, che ho guardato giuliano negli occhi e ho provato lo stesso dolore di sempre. so che non ne posso più dei professionisti della politica. da qualunque parte stiano.
so che ho sempe fatto la bassa manovalanza. so che la farò sempre. e me ne vanterò sempre.
so che ho scritto un sacco e che ne avevo bisogno. avevo bisogno del corteo di ieri e dello sfogo di oggi. domani avrò bisogno di tanto coraggio. quello stesso coraggio che muoveva la mia azione di ragazzina un po' imprudente e facilmente condizionabile, che mi ha fatto smettere di credere in me e cominciare a credere in tutti noi. forza per chiedermi chi siamo, chi sono, cosa penso di poter fare, cosa pensiamo di riuscire a costruire. la forza con cui cercheremo ancora di costruire qualcosa.
questo post è una riflessione personale ma se parlo al plurale è perchè ci credo ancora in noi.
credo ancora nel movimento come unico motore di cambiamento possibile.
checchè ne dicano lor signori.
e si faccaino pure la loro cosa rossa (che io voterò, probabilmente, ma non costruirò se cosa rossa a genova non ci sarà come non c'è stata ieri, se contnueranno a gridare verità e giustizia per genova e a votare per finanziare la maddalena) facciano pure le loro cose...
io vagherò per il corteo, rifiutando l'identità, camminerò e sentirò le voci, sentirò i corpi, sentirò gli odori e le emozioni... sentirò. e ci sarò sempre. comunque ci sarò. resisterò. alla rabbia, allo schifo, alla paura, alla voglia di vomitare e a quella di urlare. perchè così non ha senso. così non è niente. nè ieri nè oggi nè domani. così no. non ci sto.
giovedì, 01 novembre 2007

problemi laringofaringei

uffà....
sto tutta appilata!!!
postato da: kombattina alle ore 09:50 | link | commenti
categorie: cazzi miei, incazzature, fatti, siena, fan culo al mondo
martedì, 14 agosto 2007

PRECARI A VITA... DA UNA VITA!

succede alle volte che rovistando tra le scartoffie di tre generazioni ti ritrovi con in mano delle cose veraente interessanti o buffe, dai documenti di potere operaio, alle riviste di lotta continua fino ai numeri più impensabili de lavoce della campania... allora sfogli e leggi qua e la che si diceva nei bei tampi andati, fin quando (e di questi tempi un titolo del genere non passa certo inossevato) non leggi:
PRECARI A VITA.
Amministrazioni e enti preferiscono assumere giovani con contratti trimestrali piuttosto che la legge sul preavviamento al lavoro.
Allora chiudi tuto, torni indietro, ti domandi: ma ho sbagliato giornale? non ea del 79? non era stato treu ad introdurre il lavoro precario in Italia? se lo sapesse Caruso! dopo tutto quello che ha cobinato in uetsi giorni! avrebbe dovuto dare dell'assassino a chissà quanta gente ancora!!! allora scopri che nel marzo del '71 un decreto presidenziale ha stabilito la possibilità ad enti, imprese e istituzioni di assumere personale a tempo detrminato purchè l'impiego non superi i tre mesi nel corso di un anno.... ma quanto tempo è che va avanti sta truffa? quante decine di anni sono allora che lavoriamo in maniera dequalificata, senza diritti e senza alcuna assicurazione o stabilità per il futuro? saranno almeno trent'anni e più a quanto pare, a quanto pare Treu e Biagi non hanno fatto che seguire una scia già intrapresa da altri prima di loro, non hanno fatto altro che seguire le linee guida del mercato del lavoro, omologato già da temp al mercato puno e basta. ma andando avnti nella letura dell'articolo si capisce bene che i rischi e pericoli che il concetto stesso di lavoro, che allora si diceva o si sperava "liberato" dalle maglie del potere, erano già più che evidenti nel lotano 1979 a causa di quel decreto presidenziale del '71. dice Bruno, studete universitario:" mi sono iscritto all'università solo perchè con il diploma di ragioniere non riuscivo a trovare lavoro, poi mi sono rso conto che anche la laurea non mi avrebbe aiutato nella ricerca del posto. adesso sto tentando tutti i concorsi possibili, nel frattempo faccio qualsiasi lavoro: l'anno scorso ho lavorato da un avvocato, ma la paa era irrisoria, poi sono stato per tre mesi al tribunale e adesso aspetto che passi l'anno previsto dalla legge per fare domanda in pretura."
anche l'autore dell'articolo, tale d.d.c., riusciva bene a capire e a prevedere i taggi che chi assumeva aveva da tali contartti precari al punto che scrive:"di tre mesi in tre mesi è possibile distriuire in maniera clientelare un po' di lavoroprecario all'interno dell'amministrazione" e poi continua " gli inconvenienti delle assunzioni a termine dovrebbero essere ormai superati dalla legge del pravviamento al lavoro (nota come 285) che offre ai giovani non solo di migliorare le loro capacità professionali, ma permette anche unesperienza di lavoro più lunga  econtinuata. ciononostante questa legge è stata scarsamente applicata anche perchè prevede per le assunzioni il ricorso a liste speciali il che metterebbe un serio freno alle pratiche clientelari oggi largamente usate" poi riporta i numeri, allucinanti già per l'epoca: all'automobil club 13 con contratto trimestrale, nessuno con la 285, al Totocalcio 680-0, al tribunal corte d'appello, procura e pretura 249 contro 73 con la legge di preavviamento al lavoro.... scandaloso!
in 40 anni cosa è cambiato in questo paese di merda? cosa hanno di diverso i nostri pecari dei call center o della ricerca rispetto ai loro padri o zii di qualche anno più vecchi? è possibile che in qusto pase le leggi si facciano e non vengano mai sottoposte a verifica? e poi... caruso! ma è possibile che non riusciamo a capire che tutto ciò è parte di un disegno che va oltre treu e biagi e che coinvolge le linee del capitalismo globale? ciccio, ciccio... ti sei incarato un altra volta con le mani tue e ora tutti ti danno contro e sei costretto ad autosospenderti per incompatibilità... ma perchè sono conpatibili queste leggi spietate con la vita umana e con il sentire di un essere vivente? tu avrai pure sbagliato modi, termini e atteggiamenti, avrai sicuramente fatto un errore di valuazione  nel nominare invano il nome del martire della legge 30, avrai pur sbagliato a non premettere che tanta parte del brigatismo rosso in italia è stato un operazione dei servizi segreti e che su ciò andrebbe fatta chiarezza, come pure sulla morte di Biagi, ma che addirittura si arrivi a parlare di incompatibilità, che ti si porti all'autosospnsione.... vorrei prorpio sapere perchè questo patto scelrato tra il potre e i padroni non è stato fermato allora... vorrei proprio sapere perchè se si nomina biagi non ha importanza ciò che si dice... vorrei proprio sapere perchè in queso paese di merda vige ancora l'omertà che ci soffoca da sessant'anni.... e tutto tace, tranne ciccio caruso... autosospeso! incompatibile! ma andate a cagare!
martedì, 17 luglio 2007

scandaloso

leggo dal sito dei GC e trascrivo... non ho parole, ma federico tmmasello dice bene quello che tutti peseremmo dopo aver appreso una notizia del genere...

L'ESTINTORE COME STRUMENTO DI PACE
di Federico Tommasello (portavoce naizonale giovani comunisti/e)

Incredibile!!! Sui giornali di oggi trovo una notizia che mi fa uscire gli occhi dalle orbite. Il COISP - Coordinamento per l’indipendenza sindacale delle forze di polizia (indipendenza da chi???) – ha convocato a Genova un dibattito dal titolo “L’estintore come strumento di pace” (!) invitando a parteciparvi Mario Placanica, l’ex Carabiniere che sparò alla testa di Carlo Giuliani. Un’iniziativa vergognosa, incredibile, tanto più se a promuoverla non è un gruppo di facinorosi estremisti di destra, ma un sindacato di forze dell’ordine. Lo sbigottimento gela il sangue nelle vene e mi inchioda alla sedia quando leggo data e luogo dell’iniziativa: Genova, Piazza Alimonda, 20 luglio.

Stesso posto e stessa ora in cui 6 anni fa fu ucciso Carlo Giuliani. Come fosse la rivendicazione dell’omicidio! Come voler sparare una seconda volta alla testa e al cuore dei parenti di Carlo, di chi ha quel giorno ha visto la morte in faccia, di tutti quelli che andarono a Genova per rivendicare un mondo migliore ed incontrarono invece la brutalità e la violenza del volto crudele dello stato, migliaia di poliziotti e carabinieri conquistati da una furia cieca, da una violenza inaudita.
E’ incredibile, inaccettabile che in una democrazia matura un sindacato che vorrebbe rappresentare parte di un’istituzione preposta alla tutela dell’ordinamento democratico promuova iniziative di aperta provocazione. Provocazione tanto più spudorata e intollerabile se si pensa ai fatti che negli ultimi mesi hanno segnato le vicende giudiziarie attinenti le manifestazioni contro il G8 del 2001 e che hanno riconosciuto la colpevolezza di pezzi significativi delle forze di polizia. Alla luce di tutto questo la manifestazione del COISP suona ancor più come una rivendicazione: si rivendica la legittimità di fabbricare prove false, massacrare giovani inermi, torturare nelle caserme, insultare, umiliare, pestare cittadini in stato di fermo, dichiarare il falso nelle aule di tribunale. E’ così che non stupiscono più neppure le parole di Michelangelo Fournier - vicequestore aggiunto ai tempi del G8 – che, dopo aver descritto la scuola Diaz come una “macelleria messicana”, ha dichiarato di non aver mai detto la verità per “spirito di appartenenza”, quando proprio quest’ultimo e il rispetto delle istituzioni avrebbe dovuto spingerlo a fare il contrario.
Insomma la manifestazione convocata dal COISP ha il carattere di una vergognosa provocazione che dimentica perfino il rispetto dei morti e del dolore altrui, l’umana pietas, una provocazione degna del peggiore dei gruppuscoli dell’estrema destra che in questi giorni stanno macchiando la città di Roma con raid e azioni squadriste. E’ perciò necessario non solo che il questore di Genova vieti l’iniziativa, ma anche che si faccia chiarezza sulla vera natura di questo sedicente sindacato di polizia. E’ necessario farlo anche perché il nome della città di Genova unito al numero 2001 ci riporta costantemente a due suggestioni di segno opposto. La prima è il carattere cupo di una parte della storia del nostro paese in cui settori dello stato, delle forze dell’ordine, dei servizi segreti si sono sistematicamente sottratti alle loro responsabilità per lasciare spazio a politiche autoritarie, repressive ed eversive dell’ordine democratico; una macchia gravissima sulla storia recente e attuale su cui restano troppe verità nascoste si cui far luce, a partire dalla necessaria istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta sui fatti del 2001. L’altra è invece la suggestione calda di Genova, quella scolpita nell’identità della mia generazione cresciuta  con il crollo delle ideologie, la crisi della politica, la ‘fine della storia’. Ci chiamavano Generazione X, postcomunista, postmoderna, postutto, senza identità, senza speranze né impegno. Le giornate di luglio 2001 ci hanno trasformato nella “Generazione di Genova”, ci hanno restituito un’identità nel volto giovane di Carlo Giuliani, nel muretto di piazza Alimonia che a sette anni di distanza è ancora pieno come allora di cimeli e ricordi di ogni tipo. E il calore e la gioia di questo ricordo - di essere stati parte di quella splendida moltitudine di sognatori - non ce lo toglierà mai nessuno, tantomeno la provocazione di un sindacato eversivo di  polizia.
E’ per questo che - come sei anni fa - saremo ancora una volta dal 19 al 22 giugno allo stadio Carlini e in  piazza Alimonda per ricordare, ballare, camminare verso un mondo migliore.

per chi ancora fosse indeciso, ribadisco il concetto:
testatacarlo giulianitutti a Genova dal 19 al 21 luglio
stadio Carlini per non dimenticare
martedì, 03 aprile 2007

febbre

troppa sfiga! troppa sfiga! troppa sfiga!
domani sarebbe il mio compleanno, ma nella migliore delle ipotesi lo passerò a letto a boccheggiare senza riuscire a respirare... mi è venuta la febbre, dopo circa dieci anni che non succedeva e mo sto chiusa in casa come quando ero bambina e metto in croce a mamma e babbo.... non voglio mangiare, non voglio medicine, non voglio nemmeno leggere o studiare... sto proprio picciosa!
ma non era passata quest'anno l'influenza?
postato da: kombattina alle ore 11:27 | link | commenti (5)
categorie: pensieri, cazzi miei, avellino, fan culo al mondo