lo so. avevo detto che il senso di questo blog sarebbe stato altro, che ci sarebbe stata meno plitica e più saperi. so, già ora che inizio a scrivere che anche questo sarà un post che parlerà di politica. e so che non a tutti piacerà. so pure che forse ho aspettato troppo per scriverlo, per dire chiaramente quello che penso.
forse il mio lungo silenzio è stato dettato anche da questo. dalla difficoltà di dire, di spiegare.
la politica. differente dalla situzione politica. la situazione politica non ci ha mai spavantati, certo, una cosa così non l'avevamo mai vissuta, non era mai successo che... dopo mesi ancora no riesco a dirlo.
non era mai successo che la sinistra non fosse presente nel parlamento italiano. nella storia della repubblica. mai. il resto invece è noto. le lotte, le guerre interne, le mozioni e gli schieramenti, chi si tu e chi so io... questa è storia nota, la viviamo da anni, da anni ci si ripropone a scadenze regolari, a volte sfuma, a volte incalza, a volte la senti a volte no. ma ci siamo abituati. da quando sono entrata in rifondazione è senpre stato così. dal 1999, quando votavamo ferrando. poi diventammo bertinottiani, che il movimento lo esigeva, e fu un momento magico. ma finì presto e ci fu venezia. io non credo che il problema sia stato quel congresso. credo che di li vennero tante cose buone, che ci hanno fatto crescere come singoli e come collettivo. li già si diceva della sinistra, ma pochi se ne ricordano. il resto è storia nota. il governo, la paura di dover ricominciare, i paccheti sicurezza e le finanziarie, l'immobilismo di un intera classe dirigente. e fu la rovina.
io non avrei chiamato alla conta. non avrei ancora diviso, spaccato, frammentato e frantumato. avrei chiamato alla riflessione, allo studio, all'inchiesta. altre sono state le scelte e ci siamo dovuti sorbire sto congresso. è stato il congresso più bruto della storia di rifondazione. nonc he i congressi siano mai chissà che, non mi appassionano poi più di tanto, ma questo proprio è incommentabile.
per le dinamiche che ha scatenato, per le battaglie a suon di pezzi di carta, verbali e controverbali, mozioni, emendamenti, documenti... lacerati anche li dove le divisioni non si erano mai fatte sentire più di tanto.
e vengo ad avellino. all'opeazione circolo di avellino e poi all'articolo pubblicato dal manifesto domenica.
non ho apprezzato. sia chiaro, non che io pensi che la colpa stia da una sola parte, ma se dovessimo andare a ricercare le colpe non se ne uscirebbe più.
io invece credo che il problema siano le pratiche. niente di male nel tesserare un gruppo di compagni, ma farlo via mail, a poche ore dalla scadenza del termine di richiesta delle tessere non è una pratica politicamente corretta. così come non è politicamente corretto pubblicare al notizia corredata di "analisi del sangue" dei richiedenti. non sono strade praticabili. se ci penso mi viene solo da domandarmi cosa ci ha portato a tutto ciò. cosa è successo, come è potuto succedere che anche noi...
le nostre responsabilità ce le dobbiamo assumere tutti, ciascuno le sue.
abbiamo votato le cose più assurde. sia dentro che fuori, abbiamo assunto a volte posizioni perchè dovevamo, non perchè fossero le nostre. io credo che ci sia stato un momento (breve per fortuna) in cui, immediatamente dopo la conferenza nazionale dei gc, parlavo per posizione presa, non per dire quel che pensavo. poi per fortuna è finito. per me è passato e ho ricominciato a fare altro. non che sia stato immediato, non che io me ne fossi resa conto... è un meccanismo che non so descrivere. non lo so concettualizzare. ma ci ha portato alla deriva. ci ha portato a stare zitti, a non intervenire, a valorizzare compagni in cui nonc redevamo, a fare altro per non doverci occupare di quel casino che c'era dentro.
abbiamo provato a fare finta di niente anche quando il palloncino è scoppiato, mentre ancora una volta dall'alto decidevano a quale sorte andavamo incontro. hanno deciso che spaccarci era la soluzione migliore per non perdere il loro bel posticino, farci discutere su di loro, sui lor nomi e non sulle questioni reali che avevano portato alla sconfitta fosse il modo migliore per tenerci buoni, dentro e divisi.
noi, stupidi, abbiamo fatto esattamente ciò che volevano loro.
la nuova dirigenza ha deciso che potevano votare anche i neo iscritti e sui territori è scoppiato il putiferio.
abbiamo dato uno spettacolo veramente poco degno, a livello locale come a sul piano nazionale. pessimi.
e quegli sforzi di andare oltre, di parlare di politica anche in un contesto simile, sono valsi a poco.
vale a poco lo sforzo di parlare di genere, di genova, di progetti e prospettive. rimangono vici inaudite.
prevale la logica dello scontro anche dopo la battaglia, la guerra continua.
sul manifesto, dove qualche giorno fa è uscito un articolo su avellino che dipingeva un immagine della città come isola felice dell'intellettualità diffusa campana, in cui l'antagonismo si fa nei salotti e la cultura è contro per definizione. non un articolo brutto, oer carità, ma certamente non un articolo del tutto vero, non compelto, come qualcuno ha fatto notare sul
blog del circolo di avellino. e siccome trattasi dela mia città non posso restare indifferente. sinceramente non credo nemmeno che una cosa del genere non fosse immaginabile, insomma, era prevedibile, ma questo non toglie a nessuno le sue responsabilità, anzi. credo che la politica parlerà. chi farà politica potrà parlare. e attenti compagni che la politica parla chiaro. la partecipazione o c'è o non c'è e a questo punto non si potrà più dire che c'è ostruzionismo.
ecco. penso sinceramente queste cose e dovevo scriverle da qualche parte. forse avrei dovute scriverle da qualche altra parte, rendere pubblica questa riflessione inece di relegarla a un luogo tutto sommato mio.
non credete che sia facile. assumersi delle responsabilità non lo è mai.
quel che con questo post voglio dire è che finita qiesta storia, chiuso il congresso e le beghe interne o si ricomincia a lavorare oppure non ci sarà più iente di che litigare e non perchè qualcuno scioglierà il partito. mi sembra tutto così stupido. eppure non siamo su marte, questo è il pianeta terra, anno del signore 2001 e noi siamo ormai così poco umani...