venerdì, 19 ottobre 2007

banner20ottobrefinalmente il 20 ottobre è arrivato... le aspettative e le speranze per domani sono tante, a partire dal numero dei partecipanti alla grande manifestazione indetta da Manifesto, Liberazione e Carta. una manifestazione PER i diritti, PER il governo, per un governo più giusto e più attento ai problemi reali del paese. lo spezzone studentesco che si muoverà all'interno dello spezzone del Network delle comunità in movimento, vedrà insieme soggetti differenti: dall'UDU, Uds, ai GC, passando per i collettivi studenteschi e universitari. un modo per ripartire dalla precarietà generalizzata e generalizzabile dei soggetti in formazione e ricominciare a parlare e fra parlare di noi. è importante che domani si sia in tanti a Roma perchè la partecipazione non si costruisce attraverso le chiamate al voto primario o alla consultazione sindacale, ma, mattoncino su mattoncino, attraverso la condivisione di pensieri ed esperienze, attraverso la costruzione di comunità e reti di relazioni. è quello che abbiamo provato a faree sui territori con le iniziative che abbiamo messo in piedi. è quello che continueremo  afare domenica, lunedì, martedì.... fino al 17 novembre, giornata di mobilitazione internazionale degli studenti quando chiederemo una nuova legge sul diritto allo studio, il reddito di formazione, la carta servizi per i libri e le attività culturali, il ripensamento totale del sistema dell'istruzione media e superiore.
la scuola, l'università non sono più luoghi della conoscenza, il sapere è prodotto altrove, le competenze si acquisiscono in altri modi, le istituzioni non assolvono più al compito di formare le nuove generazioni. è necessario ripensare un sistema che ingabbia gli studenti nelle logiche imposte dal sistema, li vincola a tempi e ritmi dettati eterodiretti, chiediamo solo di poter ricominciare a decidere del nostro percorso, ad essere soggetti attivi e non utenti del sistema formativo.
da domani parliamo noi!

per chi parte da Siena due pullamn partiranno da Fontebecci alle ore 9:00, uno organizzato dal PRC l'altro dalle Farfalle Rosse (per informazioni 328 7511429 oppure 329 1683634)

per chi invece parte da Avellino sono previsti due pullman alle 9:30 e poi alle 10:00 a piazza D'armi (davanti al tribunale) per informazioni 3477810076 oppure prcavellino@email.it

MOBILITIAMOCI, MOVIMENTIAMOCI, CAMMINIAMO INSIEME VERSO UN MONDO SENZA PRECARIETA'!

20ottobbre studenti
martedì, 16 ottobre 2007

quali voli e perchè

difficile in questi giorni trovare il tempo per scrivere... ben altre scritture mi hanno tenuta impegnata (e non si sono ancora concluse) e mille iniziative, tutte quelle che a Siena abbiamo provato a mettere in piedi verso il 20 ottobre. due settimane lavoro intensissimo e costante, mentre il resto del paese era impegnato con le primarie del PD, il trionfo di veltroni e prima ancora, dei si al referendum sull'accordo del 23 luglio e An scendeva in piazza consacrando così a Gianfranco Fini la leadreship della futura federazione (o qel che sarà del centrodestra). in tutto questo il governo fa il doppio gioco, forse il triplo se si tien conto delle continue pressioni e minacce della destra dell'unione, in consiglio dei ministri deice (e fa) una cosa, poi se la rimangia. e ci riempiono la testa con la politica, l'antipolitica, l'antidoto all'antipolitica, il PD, il PD, il PD...
in tutto questo noi sabato scendiamo in piazza. ci riproviamo, gli diamo un altra occasione.
non mi interessa però ora parlare di questo, altrove ho detto come la penso,
piuttosto le emozioni di questi giorni, la tensione del 4, stemperata dalla presenza dei compagni e scioltasi come neve al sole nella concretizzazione del momento (sensazione fortissima di condivisione diffusa)
la rabbia della manifestazione per Crash again e la gioia della Perugia-Assisi, l'entusiasmo e l'eccitazione in piazza il 12 mentre arrivavano le notizie dalle altre città A Roma siamo 60000, a Napoli 10000 e Torino, Palermo, Milano...
vorrei dire del 13, di Ampugnano, del progetto di ampliamento dell'aereoporto e della devastazione di un territorio stupendo, che ancora una volta verrà violentato dai poteri economici loca, i quali, invece di migliorare la tragica situazione dei trasporti regionali, si avventurano in faraonici progetti per far diventare quello che è nato come un aereoporto di piccole dimensione uno scalo internazionale asservendo l'operazione alla sola logica del mercato e senza preoccuparsi minimamente delle esigenze del cittadino.sperperando, ovviamente, denaro pubblico. ad esempio la torre di controllo dell'aereoporto, ricostruita nel 2003 sarà abbattuta e nuovamente ricostruita con i prossimi interventi. in tutto questo la giunta comunale giudata dal sindaco Cenni si sgretola al suolo sotto i colpi delle primarie del PD, che fanno tentennare gli ordini interni ai due partiti riuniti e non si capisce a che gioco giochi. intanto il comitato lavora. l'assemblea plenaria di due settimane fa contava più di cinquecento anime, la manifestazione organizzata sabato dalle farfalle rosse pure ha visto una partecipazione maggiore di quanto non ci si aspettasse (eravamo circa quattrocento persone). abbiamo sfilato fino all'aereoporto con gli aquiloni e i palloncini, tra le vecchiette e i ragazzini e un sacco di bambini. guardarsi intorno faceva male. già violentata la valle di rosia non deve esserlo ulteriormente. abbiamo un solo modo per sopravvivere ed è difendere i territori, difenderli con spirito partigiano. facciamo con val di susa, perchè nessuna terra si usa!
domenica, 30 settembre 2007

...voliamo di nuovo giù (solo per un giorno)

30sett 400
dopo le aggressioni omofobe svvenute nel mese di agosto a piazza bellini il movimento glt napoletano scende in piazza in una manifestazione unitaria per dire no ad omofobia, fascismo e camorra. importante essere presenti in un momento un cui ancora più forte e pressante si fa sentire l'offensiva vaticana per rivendicare dignità, diritti e laicità per tutt*.
martedì, 18 settembre 2007

Torno giù.... ecco perchè!
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lunedì, 17 settembre 2007

corpi, generi e sessualità: il fantasma della sinistra

...dal sito dei GC

Il fantasma della sinistra: la relazione uomini/donne:

20 ottobre:tante diversità insieme e una differenza

di Lea Melandri

La sinistra, si legge nel nuovo appello che invita alla manifestazione del 20 ottobre a Roma, su Liberazione del 9 settembre, è fatta di "tante anime", "diverse ma amiche", che hanno bisogno di raccogliersi "in un sol corpo" per avviare un progetto di società più giusta, meno frammentaria e meno soggetta alla "legge feroce del mercato". Ciò che non si dice, ma che emerge chiaramente ogni volta che si elencano i problemi "fondamentali" su cui è chiamata a esprimersi una partecipata "assemblea di popolo", è che, se queste anime sono tutte "grandi", alcune sono considerate più grandi delle altre e come tali destinate a fare da "bussola" a un gregge altrimenti smarrito.

Cambiano le analisi della fase storica che si sta attraversando - dal moderno al postmoderno, alla "società fluida" -, ma non il paradigma conseguente al primato dell'economia, che cerca ogni volta un soggetto prioritario, spinto al cambiamento da oggettive, disumane condizioni di lavoro, una sorta di "asso pigliatutto" che trova oggi, dopo il declino della classe operaia, la sua perfetta incarnazione nel modello precario, tessuto connettivo della civiltà funzionale al liberismo economico e, al medesimo tempo, virus della sua disgregazione. Intorno alla precarietà si muovono le acque agitate del governo, dei partiti e del sindacato, ma anche quel poco che sopravvive di un discorso teorico sempre più spento e ripetitivo, incapace di fermare lo sguardo sul magma confuso e contraddittorio di sentimenti che rischiano di far esplodere in modo incontrollato le relazioni sociali.
La "diversità" è sicuramente uno degli aspetti più vistosi e più interessanti della sinistra che dice di voler ripensarsi e di poter trovare, sulla base di un alternativa condivisa di società, nuove forme unificanti di aggregazione. Ma per arrivare a definire la diversità un "valore" - saperi, pratiche, cambiamenti in grado di tentare scambi e contaminazioni - è necessario innanzi tutto chiedersi quale origine hanno le "differenze" che conosciamo, in che rapporto stanno tra loro, quali tratti comuni tengono nascosti, di quali violenze, ingiustizie sono state storicamente portatrici. L'orizzontalità, su cui si vorrebbe oggi misurare la forza modificatrice dell'esistente, da parte del "popolo" della sinistra, è smentita dalla sacra, intoccabile gerarchia con cui vengono elencati ogni volta valori e soggettività interessate; la promessa di riunificazione si affianca paradossalmente al bisogno di rafforzare tratti identitari e appartenenze. L'idea di un corteo che si muove come "un sol corpo", pur avendo tante anime, evoca nostalgie comunitarie tutt'altro che estranee alla storia della sinistra, fa appello a una omogeneità immaginaria, messa, sia pure inconsapevolmente, a copertura di conflitti, lacerazioni, incapacità di ascolto reciproco.
Sulla lettura distorta e sull'uso tutto interno a partiti e maggioranza di governo, che sono stati fatti dell'appello uscito il 3 agosto su Liberazione e il manifesto , hanno già detto altri firmatari. Se finora ho taciuto, per avendo dato il mio nome, è perché dubbi, rabbia, delusione non riguardano, nel mio caso, solo le scelte fatte finora dal governo su lavoro, politiche sociali, guerra, diritti civili.

Né riguardano solo l'appropriazione da parte del ceto politico di una iniziativa nata come espressione di soggetti collettivi, movimenti, associazioni, gruppi, che riduttivamente continuano a essere definiti "società civile", quando si sa bene che sono portatori di saperi e pratiche innovative dell'idea tradizionale di politica. Neppure posso limitarmi, come Aurelio Mancuso, a fare "atto di fiducia" contando che la sinistra al governo si decida a riconoscere alla libertà e ai diritti delle persone in quanto tali lo stesso peso che dà ai diritti sociali. E la ragione è molto semplice: il patriarcato, come dominio storico di un sesso sull'altro, non è una questione riducibile a diritti, libertà, emancipazione, responsabilità etica, e nemmeno a solidarietà, una parola che compare impropriamente in entrambi gli appelli: nel primo, come solidarietà tra lavoratori e lavoratrici, di cui sarebbe garanzia il contratto nazionale, nel secondo come "struttura" della "convivenza civile tra le donne e gli uomini". Si può essere solidali con chi vive una condizione di disagio maggiore della nostra, ma se siamo noi o i nostri simili la causa di quel disagio, se a dividerci è stata una "differenza" diventata storicamente potere, sfruttamento, violenza, esclusione, ci vogliono ben altro impegno, ben altra assunzione di responsabilità, pensiero critico, desiderio profondo di cambiamento, rivalutazione del conflitto, per allacciare nuovi rapporti.
Non è un caso che il tentativo di Emiliano Brancaccio di riformulare il rapporto tra i sessi dall'interno della critica marxista, come legame tra "riproduzione del profitto e generazione dell'eros", tra "contraddizioni sociali e contraddizioni famigliari", tra economia politica e psicanalisi ( Liberazione del 22 luglio 07), sia rimasto isolato e senza seguito. Tradotta in termini, ora di "questione di genere", ora di "patriarcato", ora di "femminismo", la relazione tra uomini e donne aleggia tuttora sulla manifestazione del 20 ottobre come l'anima incollocabile della sinistra, un fantasma che si aggira in ogni suo ambito, che interroga tutte le sue "diversità" - il lavoro, le politiche sociali, il pacifismo, l'ambientalismo, i diritti civili - ma che come l'Araba fenice "dove sia nessun lo sa".
Eppure ci sono luoghi dove, lentamente ma con passione costante, si va formando quello spazio pubblico, contaminazione di percorsi diversi, che la sinistra dice di voler porre al suo orizzonte. La settimana organizzata come ogni anno dal Forumdonne di Rifondazione, che si è tenuta a Santa Marinella, dal 3 al 7 settembre, più che una "scuola di politica", è stata l'esperienza singolare, entusiasmante, di una socialità inedita - donne e uomini di età e formazione culturale e politica diversa - capace di ripensarsi collettivamente, di tener ferma l'analisi sull'intreccio di vita e politica, corpo e istituzioni sociali, inconscio e coscienza, sacro e laicità, "costruzione di sé", come luogo in cui si incrociano residui arcaici e contemporaneità, autonomia ed eteronomia - come ha sottolineato nella sua relazione Elettra Deiana - e, al medesimo tempo, rilettura di un modello di civiltà che ha bisogno di nuove chiavi interpretative. Il soggetto "uno e plurale", figura finora ambigua, oscillante tra coloriture sacre e litigiose negoziazioni di leader politici, ha già voci e volti reali, protagonisti "in carne e ossa", momenti di condivisione intellettuale ed emotiva che possono estendersi, avviare un processo di accomunamento di pratiche, attento all'individuo e alla collettività. Peccato che il rumore della politica istituzionale, amplificato dai media, reso sempre più separato e incomprensibile da una ritualità crescente, sia tale da impedire ogni, pur volonteroso, ascolto.