storie di (stra)ordinaria subinformazione
alessio lega, settembre 2001
ci sono cose che le parole spiegano difficilmente. le sensazioni sono una cosa che mal si dice, che non si può sempre definire, che quasi mai è facile esprimere. le sensazioni, le emozioni, i sentimenti, belli o brutti che siano. ci sono cose il cui peso è percepibile solo quando non ci sono, cose cui non si da conto nel momento in cui avvengono, ma che un valore ce l’hanno, pur nella loro banalità. ci sono cose che hanno valore per il brivido che muovono, per il solo fatto di essere sentite, percepite, condivise.
ci sono cose che ti accompagnano per tutta una vita, cose a cui sei abituato, che fanno parte della tua quotidianeità. ci sono cose di cui nemmeno ti accorgi nella quotidianeità. è il pensiero inflazionato di tutti i giorni, è la monotonia del rintocco delle campane, della sigaretta dopo il caffè, di Biagi dopo il tg. cose che esistono da quando tu esisti, che ci sono sempre state, che ti pare ci sarnno sempre…. è ovvio che ci siano.
rischia di diventare un discorso sulla vita e sulla morte questo, invece è solo un pensiero sulla lotta quotidiana. quella delle parole inascoltate e del monotono scorrere del tempo. monotono o frenetico, poco conta. una storia di microesistenze cui si da poco conto. è un discorso sulle cose scontate che ci sono sempre state. come i nonni, come il rintocco delle camapane.
io non lo so se tu sei mai stato un compagno, so che se io lo sono diventata lo devo anche a te, ai tuoi discorsi dopo il tg, al silenzio imposto dal nonno in quei cinque minuti in cui parlavi tu, alla distrazione di una bambina che però a un certo punto prestava attenzione e ascoltava le parole del nonno della tv.
forse rischio di sminuire, ma volevo provare a spiegare la sensazione che ho provato l'altro ieri quando ho letto che te ne eri andato e poi oggi, mentre mandavano le immagini dei tuoi funerali. non ci siamo mai abituati a stare senza di te. non ci abitueremo mai. perchè questo paese ha bisogno di gente che ragiona. tu ci hai insegnato a ragionare.
ciao (compagno) enzo!