di nuovo a casa. stamatina cielo grigio ( in realtà da cinque giorni a questa parte) e non si vede montevergine. di nuovo a casa dopo aver finalmente finito gli esami, nello strenuo tentativo di inventarmi una tesi di laurea. quindi scendi, corri giù a cercare materiale sulla candelora, prova a portare nelle stanze e nei corridoi dell'università degli studi di siena quel calore e quella condivisione che qusta terra produce e offre a chi la ama e la agisce.
nel frattempo: sconquasso politico generale dopo il voto di mercoledì al senato. e stiamo qui ad aspettare che arrivi giovedì per spere come andrà. il clima è strano. i compagni non si tirano indietro. la polemica non si ferma. turigliatto lo si sente nominare quelle cento volte al giorno e non si capisce perchè siamo sempre noi a dover pagare le "scelte" di un singolo compagno che, come ha detto qualcuno in questi giorni, farebbe bene a contare fino a cento prima di agire....
lo spirito che ci anima però non si arresta davanti a turigliatto, rossi o chicchessia. la nostra azione, la proposta, la volontà di esserci e fare non è intimidita dal rebus istituzionale.
continuiamo a parlare con la gente, ci proviamo, ascoltiamo le loro accuse, le recriminazioni, le proposte, ci assumiamo le responsabilità che ci dobbiamo assumere, senza soccombre, senza tacere, perchè la lotta non si arresta, non si astiene.
assumersi la responsabilità dell'azione politica di rifondazione negli ultimi sei mesi è un fardello non da nulla che portiamo sulle spalle. cerchiamo di ragionare, di capire, di fare un'analisi lucida e costruttiva di quanto accade nel paese in questi giorni...
scendiamo nelle piazze, ancora una volta, a parlare con la gente, non erchè il partito chiama, ma per dire che ci siamo, che l'azione di un compagno non fa la linea del partito, che il governo non doveva cadere, che prodi deve continuare, deve portare avanti il programma per cui ha ricevuto mandato. lo deve fare con coraggio e convinzione. perchè il paese vuole questo. lo vuole il popolo di vicenza, lo vuole il popolo no vat, lo vogliono i movimenti e le associazioni che costruiscono attivamnìente la società civile di questo paese.
e allora inventati qualcosa, uno strumento di partecipazione, la possibilità della discussione, del confronto e dell'analisi. insieme, perchè solo insieme alla gente possiamo andare avanti con la nostra azione.
ad avellino ce la siamo pensata a volo (quando la lotta è pane quotidiano accade così), davanti ad un bicchiere di aglianico in una sera di fine febbraio dopo un'importante iniziativa sulla ripubblicizzazione dell'acqua (purtroppo troppo poco partecipata, ma gli schemi di contrapposizione interna al partito qui hanno la meglio):
dare alla gente la possibilità di dire la propria, far nascere il dibattito, nella manira più naurale e spontanea possibile, invogliare la gente a fermarsi, a dire, ad ascoltare... una sagoma umana: "chi è nemico del governo?" i volantini che il partito ha preparato e diffuso attraverso le federazioni, i palloncini, le nostre bandiere... e la voglia di riscatto che muove chi crede che non è il governo che deve decidere, ma le istanze delle persone, quelle che sentiamo nelle piazze e che cerchiamo di portare in parlamento.
ci proviamo.
la risposta (inaspettatamente positiva) è stata calorosa e solo in pochi casi polemica e disfattista.
merito di quei compagni che non si fermano davanti a niente, che hanno la forza d'animo e la volontà politica di continuare perchè l'esperienza che stavamo facendo è degna di rispetto e considerazione e non può essere fermata dalla folle dissidenza di alcuni compagni malati di protagonismo oltre che autoreferenziali. non si tratta di turigliatto ( che pure si è chiamato fuori dalla nostra comunità politica con la sua azione sconsiderata), non solo di lui, ma di un modo di fare politica che non ci appartiene. non ci appartiene quella politica della perenne opposizione, la politica che non si sporca le mani, che parla di movimenti e poi non scende in piazza. i compagni di sinistra critica dovrebbero fare un po' più di pratica quotidiana della lotta e meno discussioni e prese di posizione che hanno il solo scopo di rimarcare una differenza identitaria. siamo compagni, lo siamo tutti. dovremmo ricominciare a condividere invece di scazzare su ogni argomento buono alla distinzione. così non si va da nessuna parte.
ma c'è ancora una cosa che va sottolineata. la distanza incolmabile tra la politica degli ordini del giorno, quella delle stanze chiuse su se stesse di alcune nostre sedi, quella degli urli, delle offese personali, della contrapposizione non politica, ma individuale... non ci appartiene. non ci piace. non la vogliamo fare. la boicottiamo, ci fa ridere, è lontana dal paese e dalla gente. lontana dal partito stesso di cui pure vuole essere espressione. ma di chi? certo non della comunità politica cui apparteniamo, che non è il solo partito della rifondazione comunista, non è definibile nè circoscrivibile, si nutre di quotidianeità, di sentimenti, di emozioni e sensazioni, di spazi reali in cui la politica è agita e ripensata. lo chiamano movimento... per me è la società civile.
in ogni lotta noi ci siamo!