mercoledì, 31 gennaio 2007

candelora day

0909Dal Candelora Day parte la nostra battaglia sui Pacs”.
“Il 2 febbraio, giorno della Candelora,  saremo insieme ai tanti del movimento GLBTQ (gay, lesbiche, bisex, transgender, queer) che si recheranno al Santuario di Montevergine ad Avellino per chiedere che il governo finalmente si decida a dare riconoscimento pubblico alla relazione d'amore di tutte le coppie di fatto, anche e sopratutto quelle omosessuali” .Il dibattito di questi giorni sulle unioni civili ci scandalizza per la sua arretratezza e ci preoccupano i contenuti della legge che dovrebbe approdare al tavolo del consiglio dei ministri proprio nei giorni intorno al 2 febbraio. Il governo non può proporre una legge con un'impostazione punitiva e discriminatoria nei confronti delle coppie omosessuali, altrimenti dovrà vedersela con le mobilitazioni che il movimento GLBTQ, e noi con loro, sta già preparando. Libertà e diritti non possono essere contrattati né sugli altari delle gerarchie ecclesiastiche né su quelli del Partito Democratico. Lo diremo chiaramente dal sagrato dell'abbazia di Montevergine”. Come cinque anni fa, quando l'abate Tarcisio Nazzaro scacciò il movimento dei cosiddetti "femminielli" napoletani, giunti come ogni anno a rendere omaggio alla Madonna Schiavona. Un appuntamento quello della Candelora che si rinnova ogni anno e che quest'anno più che mai sale alla ribalta nell'agenda politica per la necessaria pressione che il governo richiede sulla questione dei pacs. Anche da Siena ci stiamo mobilitando. Una delegazione delle farfalle rosse sarà infatti a Montevergine per ribadire che le posizioni della chiesa nella questione delle unioni di fatto devono rimanere estranee al dibattito parlamentare. Oggi più che mai bisogna riaffermare che si tratta di una questione di diritti, più che mai di quei diritti negati nel nome di una "normalità" stabilita in base a parametri che con l'ambito legale non hanno niente a che fare e che riguardano invece le scelte dei singol* e non possono quindi essere oggetto di strumentalizzazione nè da parte dei nostri governanti, nè tantomeno da parte della chiesa. questa sudditanza deve avere termine. oggi nessun abate potrà scacciare il movimento dal sagrato dell'abazia di Montevergine, come successe cinque anni fa.
e ora un po' di storia delle tradizione popolare

BREVE STORIA DEL CANDELORA DAY

Ogni anno, il 2 febbraio, in occasione della Candelora, tutti i "femminielli" da Napoli si ritrovano sul sagrato di Montevergine a intonare canti di ringraziamenti alla Madonna Schiavona al ritmo della "Tammurriata". Secondo una leggenda che si tramanda da secoli, la festa dei "femminielli" sarebbe ancora più antica della costruzione del Santuario stesso e risalirebbe addirittura al 1256, quando due omosessuali furono cacciati dalle mura cittadine per atti considerati osceni e portati sul monte Partenio per lasciarli morire in una giornata d'inverno. Invece il miracolo si compì, e oltre al sole che squarciò le tenebre i due potettero anche accoppiarsi secondo le leggi di natura. I "femminielli" da anni si recano il 2 febbraio per ringraziare la Madonna per il miracolo compiuto, in una tammurriata di sincretismo religioso tra sacro e profano accettata da tutta la comunità che vi partecipa ormai da anni con grande coinvolgimento.
Nel febbraio del 2002 l'abate del Santuario di Montevergine con un grave atto scacciò i "femminelli" dal sagrato della Chiesa accusandoli di "profanare un luogo sacro”, sostenendo che "le loro preghiere non erano gradite" e urlando "vergogna, vergogna". Già allora l'Irpinia seppe ribellarsi facendo del 2 febbraio una giornata che parla ai diritti, alla dignità, alla sessualità liberamente vissuta di tutti e tutte.

Il programma del CANDELORA DAY 2007

ore 11.00 Abbazia di Montevergine  
CANDELORA PRIDE

ore 17.00 Avellino - Carcere Borbonico
UGUALI DIRITTI UGUALI DIGNITA'
intervengono:
Saverio Aversa - quotidiano liberazione
Paolo Valerio - ordinario di psicologia clinica - Fed II
Aurelio Mancuso - segretario nazionale ArciGay
Elisabetta Piccolotti - portavoce nazionale Giovani Comunisti/e
Carlo Cremona - presidente I-KEN
Leila Dainais - presidente ArciTrans Libellula 2001
Titti De Simone - Deputata PRC-SE

ore 22.00 Avellino
GARAGE RECORDS (lunga vita al GARAGE!!!)
Absolutely queer Disco night

organizzano:
Rifondazione Comunista-Sinistra Europea Avellino, Zia Lidia S.C., Arcigay Avellino, Arcilesbica Avellino, ribellArci, I-Ken, Giovani Comunisti/e


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sabato, 27 gennaio 2007

rientrata a siena mi concedo una breve pausa nel mio sabato sera di storia delle tradizioni popolari per fare il punto della situazione. allora: vivo sballottolata tra universi paralleli che non sento mai abbastanza miei, mi trascino nelle azioni quotidiane nella speranza di quagliare qualche cosa, animata dall'unica speranza che prima o poi potrò scegliere, che finirà un giorno questo dominio del dovere... nel frattempo ogni tanto mi mangio un'emozione, 'na sensazione e mi domando MA CHE CAZZO CI FACCIO IO QUA??!!
e ora scusatemi, ma la demologia ciresiana in questo momento è l'unica cosa a cui posso permettermi di pensare.
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lunedì, 22 gennaio 2007

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giovedì, 18 gennaio 2007

della guerra e di altri mali....

giovedì 18 gennaio 2006. avellino. mentre il buon goffman giace chiuso accanto a me penso a quello che accade a vicenza.
fuori dalla finestra la stessa montagna. lì in cima una vecchia base nato, abbandonata da anni, ma ancora zona militare. inaccessibile ai cittadini. anche la montagna ci hanno tolto. a vicenza stamattina un migliaio (abbondiamo, anche se saranno stati 800 scarsi) di studenti protestava contro l'ampliamento della base nato. io ero a casa. troppo lontano quel bianco nebbioso che avvolge la città veneta. troppi km mi separavano oggi dai compagni.... il 2 dicembre no, il 2 dicembre erano meno, dalla toscana si poteva fare... e si sarebbe potuto fare, se non avessi scelto di restare ancora un po' nella ridente cittadina campana, dove tutti fanno finta di star bene e invece tutti stanno male. se fossi stata a siena invece sarei partita ieri sera, passando da firenze a prendere i compagni che da roma salivano col treno, per poi volare con le farfalle alla volta di vicenza. invece no, il corteo, i compagni, questa volta li ho dovuti seguire da lontano, attraverso i canali di stampa, per telefono, con il cuore, per dire e ribadire che io sono con loro. con chi lotta contro la militarizzazione dei territori, per la liberazione delle nostre città dal liberatore che da sessant'anni è occupante e in casa nostra fa il porco cazzo del comodo suo.... ho sentito gli studenti, gli insegnanti, ho pensato a quella forma di autodeterminazione che è la lotta. pacifica e pacifista. per la pace. contro tutte le guerre, contro tutte le armi. ho sentito don vitaliano della sala, il parroco barricadero di s angelo dei lombardi, a onor del vero l'ex parroco, perchè la curia l'ha allontanato dalla sua comunità... pensava troppo, parlava troppo, agiva troppo... diceva don vitaliano di quella base dismessa sulla cima del partenio, del territorio militare ancora inaccessibile, dell'amianto dei casermoni abbandonati dentro la recinzione di filo spinato. diceva delle cittadine e dei cittadini che avrebbero potuto vivere il territorio, la natura, respirare a pieni polmoni l'aria pura di montagna se solo qualcuno si fosse degnato di riconvertire quel territorio, di bonificarlo, di renderlo accessibile. diceva che sarebbe potuto nascere un parco, un campeggio, che si sarebbe potuto restituire alla comunità irpina uno dei pezzi più belli della nostra terra, tenuto tanti anni al servizio dell'alleato americano che quando se n'è andato non ha portato con se la sua merda. e le nostre amministrazioni, figuriamoci, non hanno mai pensato a riconvertirlo. i nostri politici convertono territori civili in basi militari, non viceversa.... ora il mio pensiero vola a vicenza, dove la gente lotta e si oppone al piano invasore, dove la nonna, il bambino, lo studente, l'immigrato e il lavoratore stanno accantoin un corteo rumoroso e colorato, denso di bandiere della pace, bandiere rosse e drappi neri. i comunisti, gli anarchici, i verdi, le associazioni e i comitati, tutti insieme per dire no alla militarizzazione del dal molin, perchè il governo prodi ha già le mani sporche di sangue e i cittadini non vogliono essere coinvolti nel servilismo cieco all'alleato americano. saltella il mio pensiero tra il partenio e la nebbiosa vicenza, tra una base nato dismessa e una nuova che purtroppo nascerà. mi domando quando la guerra e tutti i mali della politica verrano sconfitti dalla rabbia dei cittadini, quella si, battaglia di civiltà
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mercoledì, 17 gennaio 2007

Romano Prodi ha annunciato poche ore fa che la base militare di Vicenza sarà raddoppiata, come aveva chiesto l'esercito americano e come aveva autorizzato il governo Berlusconi.

Eppure stamani ci aveva sorpreso il segretario dei DS Fassino con la sua dichiarazione con la quale si diceva favorevole al referendum cittadino. La dichiarazione di Prodi, però, ha cambiato tutto. Di colpo problemi poltici non ci sono mai stati, al massimo si trattava di problemi "urbanistico-territoriali". Al solito la preoccupazione del governo è di rispondere alle accuse della destra ("ah, siete antiamericani!!!!"), e non a quel popolo che è sceso in piazza il 2 dicembre a Vicenza che tanto si aspettava da un governo di centro-sinistra e che urla a gran voce il suo NO ad altre basi militari e ad enormi costi ambientali per il territorio.

Dicevamo un popolo tradito... D'Alema (Vicepresidente del Consiglio, Ministro Esteri e Presidente DS), a Ballarò, si appella alla rappresentatività del consiglio comunale di Vicenza per giustificare il mancato intervento del governo sul dibattito su un'eventuale referendum, contraddicendo palesemente i comitati cittadini che da mesi sostengono che il disagio nei confronti dell'aereoporto è trasversale agli schieramenti e che la giunta di centrodestra è in grossa difficoltà da tempo.

Nel frattempo, a proposito di tradimenti e traditori, Luciano Violante (DS) (quello per intenderci che sostiene che i migranti che non vogliono lasciare le impronte digitali all'ingresso nel Paese vanno arrestati) sostiene che è giustissimo così, e che Prodi ha fatto tutto bene.

Ovviamente contro la sinistra "radicale" e la Fiom (con Cremaschi che parla di rapporto interrotto tra governo e movimenti... perchè? era esistito?????)...

Noi, che a Vicenza il 2 dicembre c'eravamo, assicuriamo la nostra presenza a qualunque mobilitazione nazionale contro l'ampliamento della base o a favore del referendum...

Fermiamo con ogni mezzo questo scandalo, facciamo sentire la nostra voce, camminiamo domandando... il popolo tradito risponderà...

 

FARFALLE ROSSE

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lunedì, 15 gennaio 2007

fioroni è pazzo

ci mancava solo lui...
il ministro fioroni è impazzito, da i numeri, sta completamente fuori! di ritorno dal conclave di caserta illustra quello che presumibilmente sarà il prossimo, ennesimo attacco alla scuola pubblica, laica, libera... al sacrosanto diritto di ogniuno ad una formazione seria e decente. la riforma fioroni, come probabilmente verrà chiamata quest'ultima folle iniziativa di un governo che non si rende conto di quanto rischia e ci fa rischiare, è per ora solo paventata, ma i presupposti sono angoscianti e già si sente in giro aria di rivolta. ricordo quando ancora era ministro della pubblica istruzione quell'altro pazzo di berlinguer e qui ad avellino col movimento studentesco gridavamo: vogliono trasformare la scuola in un azienda, vogliono destrutturare il diritto alla formazione attraverso l'introduzione di soggetti privati nei nostri istituti.... ecco, quel processo continua e dopo berlinguer, dopo de mauro, dopo madama morattila è arrivato un altro pazzo a completare l'opera già sapientemente inaugurata da tali illustri predecessori.... bisogna che un esercito di studenti incazzati e determinati lo mandi a casa. bisogna che tutti sappiao quanto questo tipo apparentemente innocuo e silenzioso stia mettend a repentaglio il futuro nostro, dei nostri fratelli e dei nostri figli. bisogna che tutte/i sappiano quale progetto scelerato si nasconde nelle stanze dei bottoni di questi signori... riporto un articolo da repubblica di oggi e rimando al post su www.farfallerosse.org.

Le novità presentate dal governo al conclave di Caserta. Il ministro Fioroni spiega le linee
del progetto della riforma. Fondi direttamente nelle casse degli istituti anche dai privati

Agevolazioni fiscali e aree tecniche
la scuola si trasforma in Fondazione

di SALVO INTRAVAIA


<B>Agevolazioni fiscali e aree tecniche<br>la scuola si trasforma in Fondazione </B>

Il ministro Fioroni a Caserta

In arrivo una rivoluzione per la scuola italiana. Lo ha annunciato il ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, al seminario di governo in corso di svolgimento a Caserta. Nel 'conclave' ha anticipato i due punti fondamentali di quella che può essere chiamata la riforma Fioroni: agevolazioni fiscali a favore delle istituzioni scolastiche e potenziamento dell'area tecnico professionale della scuola superiore. Le due linee della riforma sono state condivise da tutto il governo e dalla maggioranza e diventeranno operative attraverso uno strumento legislativo ancora da definire.

Le scuole come le Fondazioni. Le scuole italiane, che in base all'ultima Finanziaria riceveranno (senza più passaggi intermedi) direttamente nelle loro casse le somme del cosiddetto Fondo d'istituto, utilizzate per le attività integrative (corsi pomeridiani, corsi di recupero ed altro), saranno equiparate dal punto di vista fiscale alle Fondazioni 'per consentire le stesse agevolazioni di incentivi delle Fondazioni e per destinare nuove risorse all'innovazione didattica e al miglioramento del patrimonio edilizio', si legge nella sintetica nota proveniente da Caserta.

Uno dei primi effetti sarà per gli istituti scolastici la possibilità, finora espressamente vietata, di ricevere donazioni da parte di soggetti privati. E per la gestione del patrimonio delle scuole sarà riformata anche la composizione del Consiglio d'istituto: l'organismo che gestisce gli aspetti economici e organizzativi delle scuole autonome. Attualmente del Consiglio fanno parte, in proporzioni diverse, docenti, genitori, alunni (solo al superiore) e personale non docente. Oltre al dirigente scolastico, membro di diritto. In futuro, le scuole potranno prevedere 'la presenza di rappresentanti delle autonomie locali (comuni e Province), del mondo dell'impresa e del terzo settore'.

Si tratta di una vera e propria rivoluzione copernicana che in passato ha trovato parecchie resistenze nel mondo scolastico, soprattutto per ciò che riguarda l'ingresso dei privati negli organismi decisionali.

Riforma della scuola superiore. Come annunciato prima delle elezioni e dall'ultima manovra di bilancio, il governo metterà mano alla riforma degli istituti tecnici e professionali: quelli che destano le maggiori preoccupazioni in relazione agli alti tassi di dispersione scolastica. Attualmente nei tecnici e nei professionali trovano posto oltre un milione e 400 mila studenti (il 55 per cento del totale, al superiore). Quasi certamente saranno 'accorciati i percorsì scolastici in termini di monte ore annuo e diminuiranno anche le discipline. La proposta -spiega la nota- prevede l'istituzione dell'area tecnico-professionale nelle scuole secondarie di secondo grado e il riordino degli istituti tecnici e degli istituti professionali'.

Per gli studenti 'meno volenterosi' dopo le scuole medie si apriranno percorsi professionali triennali e la separazione tra istituti tecnici e professionali si farà meno netta. 'Per le qualifiche professionali triennalì sarà istituito un albo nazionale e ogni provincia avrà almeno un polo tecnico-professionale che comprenderà sia l'attuale indirizzo tecnico sia quello professionale e, oltre i percorsi triennali, anche indirizzi di 'alta qualificazione tecnico-professionale di tipo non universitario'.

Le prime reazioni. Positive le prime reazioni all'annuncio del ministro Fioroni. "Il rafforzamento e la modernizzazione delle scuole tecnico professionali e l'ampliamento dei percorsi di istruzione tecnica superiore è davvero l'aspetto qualificante della riforma della secondaria di secondo grado", dichiara Massimo di Menna, segretario generale della Uil Scuola che prosegue: "La formazione di tecnici, competenti professionalmente e 'culturalmentè formati, in grado di essere la spinta per la innovazione e la competitività del nostro sistema ormai post-industriale, è la vera scommessa della nuova scuola secondaria".

"La proposta lanciata da Fioroni- rilancia Francesco Scrima, leader della Cisl Scuola - che ipotizza per le scuole l'applicazione dello stesso regime di cui godono le fondazioni sé è una proposta interessante perché consentirebbe alle scuole autonome di beneficiare di un più favorevole regime fiscale che permetterebbe notevoli risparmi e pertanto maggiori investimenti per la funzionalità del servizio scolastico e per migliorare l'offerta formativa"

di fronte a tanta idiozia non si può restare in silenzio!
la formazione non si compra e non si vende!
per una scuola libera, pubblica, laica!
ROMPIAMOGLI IL CULO!
domenica, 14 gennaio 2007


napoli smogvivi napoli e poi muori... di Alfredo Luttazzi da www.aletrnapoli.com



L’iniziativa è stata annunciata qualche tempo fa su tutti i maggiori quotidiani, ma non ha avuto il giusto rilievo. O almeno, la maggior parte di questi l’ha detta in modo sbagliato. Il succo della questione in realtà è il seguente: tutti gli abitanti di Napoli e Provincia dovranno pagare un anno in meno le tasse. Saranno esentati, quell’anno, dal bollo auto e dalle assicurazioni e dalle dichiarazioni dei redditi. In quell’anno non dovranno andare neppure dal meccanico, non dovranno preoccuparsi del costo della benzina o di pagare l’affitto. In realtà non avranno alcun bisogno di mettere mano al portafogli, né ne avranno la possibilità.

Questo perché gli abitanti di Napoli e Provincia moriranno un anno prima di quando avrebbero dovuto morire. E non c’è bisogno neppure di fare la fila, di compilare dei moduli o di richiedere ad uno sportello se si ha diritto alla fantastica offerta. L’iniziativa “un anno in meno” arriva gratuitamente a casa vostra e si insinua, senza che ve ne accorgiate neppure, nei vostri polmoni. Se stavate storcendo il naso perché quell’anno volevate viverlo, elogiate almeno l’efficienza nell’erogazione del servizio.

La notizia è stata data dal prof. Gennaro D’Amato, presidente della Commissione su inquinamento atmosferico e malattie respiratorie della European Academy of Allergy and Clinical Immunology. La quantità di polveri sottili nell’aria non dovrebbe essere superiore ai 10 microgrammi, nella nostra zona riusciamo ad arrivare senza troppi sforzi alla quota record di 50 microgrammi. Ciò riduce di un anno l’aspettativa di vita di chi respira tutto questo ben di dio.

Quanto vi aspettavate di vivere prima di oggi? Settantasei anni? Ora sono settantacinque. Prima, secondo la tradizione, chi si faceva i fatti propri campava cent’anni. Ora sono novantanove.
Un anno in meno di tasse, di problemi e di fastidi. Come dite? Non siete d’accordo? Va bene, lo so, nella vita ci sono anche le chiacchiere con gli amici, le giornate di sole e le risate dei bambini, ma questo significa vedere il bicchiere mezzo vuoto.

E che sarà mai? Poi all’età che avreste avuto, probabilmente non ve lo godevate neppure quell’anno. Considerate che i miti, quelli veri (Marilyn, Kurt Cobain, Freddie Mercury) sono quelli che muoiono giovani. Certo, non è che muoiono di smog, i veri miti. O di immondizia. Non dimentichiamoci infatti che l’offerta “un anno in meno” è cumulabile con tutte le altre magnifiche iniziative offerte in modo gratuito dalla nostra regione (fra cui ricordiamo “un pollo alla diossina” e “un grammo di mercurio nelle tue tubature”).

Vi sembro cinico? Non dimenticate che quando si parla di aspettativa di vita e di anni in meno siamo sempre nell’ambito delle astrazioni, e in Campania abbiamo già a che fare con troppi problemi concreti per preoccuparci anche delle idee. E poi la sfiducia è d’obbligo: in una regione che non riesce nemmeno a toglierci di torno dei sacchetti di immondizia grossi e visibili, non credo proprio che si possa fare qualcosa contro le polveri sottili, che sono invisibili e intangibili (ma, ahimè, respirabili).

Okkey, rivolete il vostro anno perduto? Vi do un consiglio: prendete un aereo e andatevene nel luogo più incontaminato del mondo. In Oceania, o in Africa per esempio. Una volta lì, respirate a pieni polmoni, raccogliete i frutti che crescono spontaneamente dalla terra e cacciatevi il vostro cibo da soli. Ma se vi morde un insetto portatore di un morbo sconosciuto, o vi mangia un leone non venite a lamentarvi con me del fatto che avete perso più di un anno.
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categorie: articoli
martedì, 09 gennaio 2007

inutilità

l'egoismo certe volte ci fotte... la solitudiane ancor di più.
questo cazzo di mondo mi avvinghia e non riesco più a pensare, ad agire, mi faccio trascinare...
le spiegazioni non sono preimio per i giusti. non sono giusta. non chiedo spiegazioni....
vorrei solo vivere e morire ogni giorno, ogni giorno sentire invece di impazzire...
perchè dovrei smettere di sognare? la verità è che siccome nessuno lo sa fare nessuno lo può fare...
mi direte che la vita non è sogno, che è quotidiana lotta per la sopravvivenza, che c'è chi vive e chi sopravvive
io dico che c'è chi uccide ogni giorno e chi ogni giorno muore e basta. oggi muoi io. di noia, di immobilismo, d'inutilità... vorrei essere capace di sognare e invece mi posso solo lamentare. qulcuno lo diceva, qualche tempo fa, che carolina si piange addosso. qualcuno potrebbe dire ad oggi che carolina si sente inutile? chi può spiegare al mondo quanto il mio attivismo militante mi faccia sentire sola?
forse era meglio quando tornavo e scomparivo. forse dovrei solo scomparire ancora una volta....
o capire. tacere, ascoltare e cercare di capire
postato da: kombattina alle ore 14:55 | link | commenti
categorie: pensieri, cazzi miei
lunedì, 08 gennaio 2007

c'ho messo un po' prima di decidermi a scrivere questo post...
 forse perchè pensavo che qualcosa sarebbe venuto fuori, forse perchè la nostalgia è una brutta bestia a cui non si può che soccombere... così dopo aver condiviso un pensiero con quelli che c'erano non è stato facile venire a capo della malinconia per raccontare, far rivivere, stimolare...
avellino è un posto strano, in questi venti giorni ho cercato di raccontare, ritrovandomi a viverlo, quello che questa città puntualmente suscita: la rabbia, l'angoscia, la solitudine e la voglia di cambiare le cose.... purtroppo non smpre è possibile ribellarsi, proporre, condividere... cinque anni fa a quest'ora mi trovavo con altre venti persone nell'ex asilo omni, una struttura abbandonata da anni che un gruppo di pazzi, stanchi di cercare il dialogo con un'amministrazione comunale sorda alle richieste dei giovani, decise di occupare la mattina del 5 gennaio 2002. era un periodo vivo, denso di lotte e mobilitazioni, era quella che qualcuno ha chiamato l'epoca dei no global. e anche noi allora fummo additati come no global. è vero, alcuni di noi erano stati a genova, tanti avevano vissuto il no ocse a napoli, tanti ancora lavoravano alla costruzione dell'irpinia social forum... a muoverci però era uno spirito diverso. non chiedevamo il centro sociale, non volevamo un ghetto in cui rinchiuderci, volevamo un posto in cui confrontarci, condividere, organizzare laboratori e assemblee, mettere in gioco competenze e diletti, amori, passioni e incazzature... così quella mattina scope e palette alla mano entrammo nell'ex asilo omni, decisi a ripulire quel posto dalle carcasse dei topi, dalle siringhe e dalla merda che anni e anni di abbandono avevano prodotto. entrammo e subito cominciarono le iniziative. prima con il vicinato, per far comprendere loro che non eravamo una banda di ragazzini scalmanati che non volevano far altro che fumarsi due canne e bersi una birra tutti insieme, poi con l'amministrazione comunale, con le realtà e i movimenti delle altre province campane, con i cittadini che vennero numerosi a supportare la nostra battaglia. volevamo mettere in piedi una casa sociale, un laboratorio permanente di disobbedienza civile, sollevare questioni, aprire vertenze, sentirci parte di un comunità che mai si era posta il problema degli ultimi, dei giovani, di quelli delle periferie e del centro cittadino... così ripulimmo quel posto e lo aprimmo a tutte/i convinti che avremmo potuto costruire insieme qualcosa di veramente alternativo, un posto in cui la cultura, la condivisione non fosse oggetto di mercificazione, non fosse servizio da comprare o di cui usufruire, ma momento da costruire, opportunità di crescita collettiva... restammo nell'ex asilo omni 10 giorni, poi l'amministrazione comunale dichiarò inagibile il posto e ci assegnò un'altra sede in cui siamo rimasti per qualche anno. uscimmo chiedendo che quel luogo fosse destinato a divenire un asilo per bambini vittime di guerra. l'amministarzione disse si e ci rinchiuse. per un po' l'avventura funzionò. per un po' riuscimmo a portare avanti le nostre idee. poi la noia e la monotona quotidianeità avellinese entrarono anche nelle nostre stanze. le assemblee di gestione sempre meno partecipate, le iniziative portate avanti da pochi e isolati compagni, il bivacco, i concerti che sembravano essere l'unico momento in cui la gente partecipava.... insomma lo sfacelo. la casa sociale non si fece più, l'asilo per bambini vittime di guerra nemmeno. l'anno scorso, non so dire, non voglio dire se per incapacità dei compagni o per presa di responsabilità riconsegnammo le chiavi del centro sociale malepasso. il giudizio a chi c'era. io non c'ero. le mie scelte mi avevano portato altrove, avevo scelto di andare non restare... non posso giudicare. a noi che di quella stagione di movimento volemmo essere protagonisti non resta che un ricordo e la voglia, sempre viva, di raccontare quegli attimi di socialità, quella parola "assemblea" urlata a squaciagola almeno tre volte al giorno, gli incontri, gli scontri, lo scambio di opinioni, le posizioni, le gioie e i dolori. a noi il triste compito di girare per la città e ritrovarla ancora morta, sentire gli spari nei luoghi che frequentiamo, sapere che questa città è diventata il cimitero dei morti della camorra, che si ritrovano nei pali di cemento dei maxi complessi e dei centri commerciali, vedere le botte che percuotono i compagni, gli amici, sentire la voglia di rivivere un'esperienza come quella e cercare di ritagliarsi uno spazio, un piccolo spazio di agibilità politica che si sottragga alle logiche becere dei partiti, delle mozioni, della politica ufficiale che non ci apparterrà mai. a noi l'onere di raccontare, per fare in modo che la prossima volta sia diverso, che non ci sia il bivacco, ma solo la voglia di fare, di agire e di stupire un'intera città. domani ad avellino ci sarà l'ennesimo (il terzo) consiglio comunale aperto sul disagio giovanile. non ci saranno i giovni. nessuno li ha chiamati. sarà l'ennesima passerella e anche rifondazione, se alla fine partciperà, si sarà macchiata della stessa colpa. anche io porto addosso questa macchia indelebile. incapacità di coinvolgere, associare, far partecipare. e ancora una volta risulteranno vincitori, ancora una volta potranno dire che l'avevano detto. e avellino non cambierà. non cambierà mai.
postato da: kombattina alle ore 12:59 | link | commenti (1)
categorie: pensieri, movimenti, incazzature
mercoledì, 03 gennaio 2007

la valle

avellino è così.... una valle. circondata a quattro lati dalle montagne è difficile vedere l'orizzonte.
una valle di lacrime ha detto qualcuno ieri sera al black house blues.... io ho ascoltato.
la capacità d'ascolto nella valle è prerogativa di pochi. la comunicazione è forzata nei canali istituzionali, i luoghi di scambio praticamente inesistenti sembrano ridursi ad una forma di potlach, dove tutti danno, dicono, fanno per riaffermare la propria autorità, la propria posizione nel mondo. la chiarezza e la distinzione non sono colte dalle persone, la franchezza e sincerità, sempre male interpretate, sono ricondotte alla volontà di imporsi, farsi notare, invadere spazi d'altri, e non ad un semplice spirito di condivisione, volontà di conoscere, sana curiosità per la vita....
non ci sono folletti in questa valle diceva quel qualcuno, niente fate, spiritelli o nani.... questa valle l'hanno abbandonata e anche i suoi abitanti hanno dimenticato lo spirito delle favole. nessuno sogna più, nessuno ride più e la valle sembra popolata solo di morti viventi. la montagna è triste, piange, grida, vorrebbe che le fate e gli spiritelli tornassero, ma nessuno l'ascolta. questo popolo di zombie non sa più ascoltare la sua montagna e lei sta li, grande e imponente, ci guarda, severa, come una mamma i suoi bambini, ma noi non capiamo... la nostra mamma nera ci osserva, vigila su di noi che non capiamo e la guardiamo con riverenza. noi popolo della valle, nè montanari, nè marinai, un popolo triste che non sa che viversi addosso, sospirare di fronte alle sciagure, tirare dritto di fronte alle ingiustizie, rassegnarsi a quello che ha senza il minimo spirito di rivolta. rivoluzione qui è una parola passata, conoscenza una specie di dolce natalizio locale. nessuno lo assaggia, un po' come il capitone, non piace a nessuno, eppure ogni anno cercano di riproporcelo.
questo mio sclero mattutino non ha senso, se non la voglia, necessità di raccontare, bisogno irrefrenabile di dire l'indicibile, il taciuto delle fate e dei folletti trasformati in zombie, la saga dei morti viventi di questa valle di lacrime.
spero che qualcuno ascolti il mio grido, che qualcuno legga il mio sclero e che lo spirito di rivalsa prevalga, che il tornado arrivi fin qui, provocato da un battito d'ali in amazzonia... le farfalle stanno già volando.
postato da: kombattina alle ore 11:09 | link | commenti (1)
categorie: pensieri, cazzi miei, incazzature