domenica, 31 dicembre 2006

ultimo giorno dell'anno del signore 2006

ultimo giorno dell'anno del signore 2006....
la mia montagna oggi è raggiante. non sa dei delitti che si consumano ai suoi piedi.
non vede gli uomini e le donne trucidate nelle macchine, non vede i morti impiccati, non i bmbini mutilati....
ultimo giorno dell'anno del signore 2006 e tanta rabbia. quella del silenzio, dell'incoscienza, dei momenti mancati e dei discorsi taciuti, del tempo rubato al tempo negato dei tempi che corrono.
stasera qualcun* penserà di riappropriarsi del proprio tempo o ciascun* si farà dettare ancora i tempi da un'abitudine, il dettame della bottiglia da stappare, del brindisi da condividere, ennesimo rituale di consumo sfrenato e inconsapevole.... mutande rosse, reggi calze rossi, maglioni rossi, qualcosa di nuovo, qualcosa di vecchio.... il rosso nuovo del sangue di saddam, il rosso vecchio del sangue vivo di chiunque.... e la mia rabbia, anche quella vecchia,e quella di tant* come me, la vecchia rabbia che non si ribella, che tace e acconsente, che non sa che fare, non sa che dire, non sa come rubare un sorriso, come strapparlo a se stessi nell'ultimo giorno dell'anno del signore 2006...
l'occidente delle torture consumate tra luci e dolci e bicchieri di vino.... torture rituali o rituale di tortura? e qunti morti porterà questo nuovo anno dl signore? più o meno degli innumerevoli e già dimenticati morti dell'anno del signore ormai sul limite? faccio un appello: se qulcuno lo consce sto signore che si appropria degli anni nostri e dice che sono suoi, se veramente sono suoi, potete chiedergli di gestirseli un po' meglio? questo signore sconosciuto di cui tutti parlano, se esiste, se davvero comanda qualche cosa, potreste chiedergli almeno di non gioire delle giustizie sommarie applicate dagli uomini agli altri uomini, di non far cadere bambini e uomini e donne sulla mina inesplosa di un qulche esercito di pace, di non scordarsi dei piccoli, dei poveri, degli ultimi che dovevano essere i primi, ma stanno ancora là dove li avevamo lasciati, coperti da uno strato di polvere e aria densa, pesante, impenetrabile...
e nessuno li vede
postato da: kombattina alle ore 14:13 | link | commenti (1)
categorie: pensieri, incazzature
sabato, 30 dicembre 2006

ripetizioni

mi sputtano io sola.
non sono in grado di vivere i miei sentimenti, di controllare le mie passioni....
mamma me lo diceva sempre....
avellino va a rotoli, impiccano saddam, mia sorella si depila e io niente
non mi muovo
sono ferma.... vorrei volare e volo basso
non sono una farfalla.... indegna di essere/ci....
guardo la montagna dietro il vetro. immensa. imponente.
nel suo blu celeste luminoso, infonde vita...
una scia bianca la taglia all'altezza di capocastello,
prosegue verso ospedaletto, summonte...
incantevole, ADORABILE, direbbe R. Barthes,
il tutto che racchiude il nulla dell'amore....
io amo le mie montagne, le amo veramente, ma....
straniera, estranea in terra patria, terra mia....
basta, mi do all'alcool che è meglio!
postato da: kombattina alle ore 14:48 | link | commenti
categorie: pensieri, cazzi miei, incazzature

rue Grenelle

come si fa a dire che il mondo è bello?
camminare per la strada e godersi il piacere di una giornata di sole?
di un buon giorno lacrimoso, che resta a letto e si rigira e non vuole alzarsi
mi viene voglia di vestirmi bene e uscire satellando
metto le mie canzoncine felici ma non funziona
sono preoccupata per me e per i bambini come me
troppo poco si sogna in questo mondo
la tristezza ha la meglio sulla voglia di resistere....
avrei voglia di dire che la vita è bella e che questo mondo è bello
ma ogni volta che invento una nuova favola puntualmente arriva il mostro.
questa volta si chiama "lontananza"
io direi "latitanza". il mio cuore è ricercato
il mio cuore gelato che si riscaldava accanto a te...
perchè la gente dovrebbe aver voglia di leggere queste cose?
solo perchè io ho bisogno di scriverle?
dittatura dell'amministratrice depressa di questo blog....
ribellatevi.... rialzatemi, ricordatemi chi sono!
postato da: kombattina alle ore 10:14 | link | commenti (5)
categorie: pensieri, cazzi miei
giovedì, 28 dicembre 2006

Nuovo sito FR

è attivo il novo sito delle farfalle rosse www.farfallerosse.org
ecco il comunicato di costituzione del collettivo farfalle rosse.

Si dice che il battito d’ali di una farfalla in Amazonia possa provocare un Tornado in Texas. Noi saremo quelle farfalle, la nostra lotta sarà quel tornado.

Viviamo in un Pianeta che ogni giorno soffre per la stupidità umana, le guerre, la fame, la povertà sono solo alcuni esempi dello scempio che ogni giorno si consuma davanti ai nostri occhi. L’avidità dei potenti non si ferma davanti a niente, beni elementari che dalla notte dei tempi la Natura ci offre rimangono oggi ingabbiati nella morsa della mercificazione: la privatizzazione ha già oscurato sotto il suo mantello persino un bene come l’acqua. E come ciò che disseta i nostri corpi anche ciò che sazia le umane menti rimane invischiato nella torbida trama. La mercificazione dei saperi rinchiude dietro le vetrine la musica, i film, i prodotti multimediali e i libri e la loro liberazione, comunque parziale o temporanea, avviene solo dietro pagamento di cifre troppo spesso inaccessibili.

Il nostro Paese si è spinto oltre privatizzando le scuole e le università, le ha trasformate in aziende in cui noi studenti siamo ridotti a dipendenti precari. La riforma Moratti, che da tempo denunciamo come passo finale della distruzione di conquiste di decenni ottenute con il sacrificio di tanti e tante prima di noi, è giuntà oggi all’atto finale; la sua attuazione è ormai realtà.

Contro questo declino che appare interminabile, contro un mondo in cui pochi hanno tanto e tanti hanno poco, nasce oggi il coordinamento Farfalle Rosse che riunisce tutte le realtà studentesche di sinistra che agiscono nella nostra città.
Siamo nati dalla terra e da lei abbiamo imparato l’umiltà. La nostra voglia di cambiamento si è fatta così intensa che un mattino ci siamo svegliati con le ali ed il popolo che ci ha cullati ci ha detto di volare. La nostra vita è breve ma quando vivremo in un mondo migliore, come siamo venuti, ce ne andremo.
postato da: kombattina alle ore 15:15 | link | commenti (2)
categorie: movimenti, farfalle rosse, gc
martedì, 26 dicembre 2006

GLI SPETTRI DEI NATALI PASSATI

Tutti mangiamo il panettone a Natale, ma solo i credenti sanno perché lo mangiano. Non è che il loro panettone sia necessariamente piú buono di quello dei non credenti: è semplicemente piú ragionevole.

Publio Plinio a Domizio Rufo:

“Carissimo, ti auguro con questa epistola di trascorrere un buon Natale del Sole. Non so da voi, ma qui a Mediolanum ormai lo festeggiano tutti: persino i cristiani! Sì, anche quella setta di santoni pseudoebrei, gli adoratori dei crocefissi, dopo qualche resistenza ormai si sono decisi a festeggiare come tutti gli altri.
Non c’è che da apprezzare la saggezza del nostro grande imperatore Aureliano, che volle rendere ufficiale la festa, l’ottavo giorno prima delle Calende di Gennaio. Noi cittadini dell’impero siamo diversi per lingua, razza e religione, ma tutti siamo scaldati dallo stesso Sole, che dopo il freddissimo Solstizio d’Inverno ora ricomincia timidamente a riallungare le giornate. Né Aureliano volle inventarsi una Festa di sana pianta, ma lungamente studiò il problema coi suoi collaboratori, scoprendo che la festa della Rinascita del Sole è la più universale; anche se alcuni lo chiamano Mitra, altri Elagabal, altri Helios: in fin dei conti è sempre lo stesso per tutti, e tutti ugualmente ci riscalda.

Solo i cristiani, nella loro superstizione, sono convinti di non adorarlo. Ho appreso da un mio servo, che partecipa alle loro riunioni, che pure loro mangiano gli stessi dolci impastati con frutta candita e miele: ma non per festeggiare il Sole a cui devono la frutta e i fiori, bensì la nascita del loro Dio, o profeta (essi non hanno chiara la distinzione tra i termini), Gesù Cristo.
Confesso di essere affascinato dall’ignoranza che nutrono per la loro stessa religione. Avendo dato un’occhiata, per curiosità, ai loro libri sacri, so bene che in nessun giorno del calendario è fissata la data di nascita del loro eroe. Stavo quasi per dirlo al mio servo, ma a che pro? Non sa leggere. Ma lasciamolo pure mangiare il suo pane dolce e i suoi canditi, anche se ignora l’autentico significato di ciò che fa”.

Ebrhardt a Kwenghjil

“Gran figlio di vacca visigota e padre ignoto, come va? Spero che in Hispania faccia meno freddo che qui. Tra un po’, grazie al cielo, le giornate si riallungheranno. Nel frattempo io me ne resto accampato in questa nebbiosa valle padana. E mi si gelano i coglioni.
Mi gelano anche perché la mia Orda ha deciso di convertirsi in blocco a quella religione del menga, il Cristianesimo.
Dicono che conviene farsi amici i vescovi, che sono i veri capi delle città. Mah. Fosse per me avrei giù brindato coi loro teschi disossati, ma forse hanno ragione. Ci vuole gente che sappia amministrare tutto questo casino.
Del resto mi conosci, io di religione mi sono sempre interessato quanto bastava per portare le fanciulle alle orge. Però, boia d’un Thor, non toccatemi Odino! Te lo ricordi, Kwenghjil, quando eravamo bambini e la mamma ci diceva di mettere fuori gli stivali pieni di carote per il cavallo del dio Odino?
Era due giorni dopo il solstizio d’inverno, come oggi. Nella notte lunghissima il dio con la barba bianca portava gli eroi caduti a una battuta di caccia. E quando si fermava alla nostra stalla, dovevamo essere a letto e non fiatare, se volevamo che ci riempisse gli stivali di nocciole al miele e altre leccornie.
E adesso mi spieghi, Kwenghjil? Se mi converto al cristianesimo, cosa ci racconto al mio nipotino? Ha il diritto di credere in Odino anche lui, o no?
Ieri sera l’ho preso davanti al fuoco e ho attaccato con la storia del dio che cavalca nella notte. Si è messo a piangere come un puledrino! Ben ti sta, mi ha detto mia moglie. Basta con queste storie di Dei barbari a cavallo, mi dice, sei vecchio, aggiornati! Se non fossi il vecchione che sono l’avrei impalata lì dov’era! E invece l’ho lasciata fare: ha preso in braccio il marmocchio e (non credevo alle mie orecchie) ha completato il racconto spiegando che Odino era un dio cattivo e feroce, che abitava nei boschi, ma poi ha incontrato un tale San Nikolao, Santa Nicola, non so, che ha convertito pure lui, e da allora è buono e porta i dolci dal camino!
…E poi dimmi se a uno non devono gelarsi le palle. Dove sono finite le tradizioni dei nostri padri? È tutta una schifezza. Meno male che posso mangiarmi ancora le mie nocciole al miele. Le mangio alla tua salute, vecchio scannagalline”.

Ing. Taddei Barnaba a Dott. Taddei Luciano

“Ciao dutòr, spero che ti passi un buon Natale. Qui a Milano è un freddo cane come sempre (e poi dicono il riscaldamento globale, bah). Ma se Dio vuole, da qui in poi ci si riallungheranno le giornate.
Ti saluta anche tuo nipote – perlomeno ti saluterebbe, se riuscissimo a staccarlo da quella plaistescion rivoluzionaria che gli hai regalato. Che sia l’ultima volta: siamo seriamente preoccupati. Da mezzanotte alle nove del mattino è rimasto lì impalato a dimenarsi davanti al televisore. Al che mia moglie gli ha detto: “Ma devi proprio giocarci da solo? Perché non inviti i tuoi amici?”
Gli amici di mio figlio: un cinese, un turco e un Di Gennaro. Tre ore chiusi nella stanza a dar di matto con quell’affare. A un certo punto blocco mia moglie nel corridoio con in mano un vassoio di panettone: ma sei sicura? Le ho detto io. E se è contro la loro religione?
Ma che religione e religione, fa lei. È un dolce, non lo proibisce nessuno. Appunto, faccio io, è un dolce di Natale, cosa vuoi che sappiano in Cina? Loro mica ci credono, in Babbo Natale. E poi c’è un turco, figurati.
Proprio in quel momento dal bagno salta fuori Giampiero, e alza le spalle: Papà, dice, veramente Babbo Natale viene dalla Turchia. Ma che Turchia e Turchia, dico io, chi te le racconta queste cose? La prof di religione, dice lui. Ci ha spiegato che Babbo Natale è San Nicola, e San Nicola è nato in una città che adesso è in Turchia. Ah, sì? Vorrà dire che l’anno prossimo ti esentiamo dalla materia, visto che la tua prof non sa nemmeno che San Nicola sta a Bari!
E vai!, ha detto lui. Che stronzetto ho messo al mondo.
Alla fine se lo sono sbafato, il panettone. Glie n’è fregato assai, di sapere perché lo mangiano. Che mondo. Che mondo.
Speriamo in un po’ di sole”.

postato da: kombattina alle ore 09:58 | link | commenti
categorie:
venerdì, 22 dicembre 2006

22 Dicembre giornata dell'Orgasmo Globale

 

Ai cittadini ed alle cittadine del mondo

Il Global Orgasm sembra cadere proprio nel periodo giusto... Non più tardi di 4 giorni fa infatti il papa ha pensato bene di esporre, per l'ennesima volta, la propria opinione in merito a temi quali l'aborto, l'eutanasia e la fecondazione assistita.


Citiamo da Repubblica: Papa Ratzinger parla con dolore delle morti silenziose "provocate dall'aborto, dalla sperimentazione sugli embrioni e dall'eutanasia". E si chiede: "Come non vedere in tutto questo un attentato alla pace?".
Poco prima in un incontro ufficiale con il nuovo ambasciatore del Lesotho (il paese in percentuale più colpito dall'Aids) si era pronunciato dicendo: "E' di vitale importanza comunicare il messaggio che la fedeltà nel matrimonio e l'astinenza al di fuori di esso sono la via migliore per evitare l'infezione e per fermare la diffusione del virus."

Una giornata come quella di oggi in cui si vogliono lanciare messaggi di amore libero e di Pace è probabilmente la migliore risposta a chi si ostina alle soglie del 2007 a lanciare diktat da stregone del tutto privi di fondamenti scientifici e che rischiano di creare situazioni disastrose bloccando la ricerca, da una parte, e impedendo un' informazione diffusa sui metodi di contraccezione e di protezione dall'altra.
Per questo facciamogli capire che il sesso e l'amore non possono essere imbrigliati, nascosti, visti come tabù, ma dobbiamo parlarne e sopratutto praticarli....
Quindi invitiamo tutt* a dare il proprio contributo per la pace nel mondo!

www.globalorgasm.org
postato da: kombattina alle ore 09:42 | link | commenti (7)
categorie: movimenti, farfalle rosse, gc
mercoledì, 20 dicembre 2006

grigiume avellinese

è ormai largamente acclarato.
avellino dopo tre giorni uccide.
nonostante si cerchi di tenenrsi in vita, di fare cose, vedere persone, parlare, discutere, incontrarsi e scontrarsi (quello che io direi socializzare, oppure, visto che siamo in terronia, fà 'e cos' assieme)....
sono tre giorni che sono qui e già non ne posso più. aumento la dose giornaliera di pilloletta della felicità, mi impegno a fare cose, cerco di tenermi occupata per sentirmi meno sola, ma non funziona. odio la famiglia, questo modo insensato di stare insieme e non parlarsi, non guardarsi, non vedere l'altro accanto a se. mi sento orfana. figlia illegittima di un pene malato. estranea in terra patria. accecata dalla luce del sud, ancora innamorata di una terra in agonia, incapace di parlare di se, silenziosa... nebulosa in cui tutto è uno ed è impossibile distinguere volti, figure.... vuota di anime, vuota nell'anima. bianco è nero, tutto è niente e non ci sono spiegazioni. coraggioso chi le cerca, saggio chi le sa attendere. ma l'attesa non è premio per i giusti.
tradita. ripudiata.
attaccata mani e naso alla finestra aspetto che un bimbo passi e  mi sorrida. vorrei volare. farfalletta impazzita nella spessa coltre di nuvole. salire alle montgne. le mie montegne impenetrabili. grige e impenetrabili.
vinicio canta l'ennesimo pezzo triste e io mi lasio cullare....
nemmeno scrivere mi salverà.
postato da: kombattina alle ore 12:40 | link | commenti (3)
categorie: pensieri, cazzi miei, incazzature
martedì, 19 dicembre 2006

ANTIFASCISMO

Nella notte tra sabato e domenica è stata bruciata la sede di Rifondazione di Borgo San Lorenzo, nel Mugello. Riporto qui un articolo scritto da Alessio su www.diamocideltu.net, che mette bene in luce la situazione. la sede, i compagni e un vile attacco. non possiamo rimanere in silenzio, soprattutto considerando che anche quest'anno le aggressioni fasciste si sono contate a decine (www.ecn.org/antifa ne conta 96 al 17 dicembre). Le circostanze del rogo che ha quasi completamente distrutto la sede di rifondazione sono ancora da chiarire. Penso che in questi casi non si possa che parlare di fascismo.

Borgo San Lorenzo.
La sede, i compagni.
Ed un vile attentato domenica 17 dicembre 2006 di alessio

In Toscana il Mugello è per la politica il luogo della TAV; per la sua popolazione una terra che rappresenta un legame sentimentale con le proprie origini e tradizioni. Un contesto ambientale straordinario deturpato dalla modernità e dalle innovazioni della globalizzazione.

Quando per la prima volta ci sono andato per impegni politici, ho visitato la sede di Rifondazione Comunista.
La sede nel cuore del Mugello.
Il Mugello rosso della sfida tra Curzi e Di Pietro per un vacante seggio parlamentare.
Il Mugello rosso delle tradizioni di una popolazione che ha sempre vissuto in simbiosi con il proprio territorio.

Quella di Borgo San Lorenzo non è una sede qualsiasi.
Una grande bella casa colonica che le compagne ed i compagni di Borgo stavano ristrutturando con sacrificio, costanza e tanta passione.
Quella passione per la politica e la democrazia che rende diversa e straordinaria la nostra esperienza politica.

Sulla strada principale sulla quale si affaccia la struttura c'è un tabernacolo. Con una madonnina. Perfettamente curato dalle fedeli del paese. Anche il tabernacolo fa parte della "proprietà" della sede.
Anche il tabernacolo è di "Rifondazione Comunista": come dicono sorridendo le compagne ed i compagni di uno dei più grandi circoli del partito in Toscana.

La casa colonica suscita emozione.
Questa struttura è nostra.
Si, insomma, il partito ed i compagni la pagano con tanti sacrifici ed iniziative politiche: la festa (enorme e partecipata), le cene, le sottoscrizioni.
A vederla per la prima volta immagini cosa puoi e potresti farci.
Splendido.
Il grande ed ampio caminetto appena dopo l'ingresso, che precede due grandi sale con pavimentazione in cotto ed i muri spessi delle vecchie "nobili" strutture. Poi la cucina, con un bel forno per le pizze incastonato nel muro, protagonista delle cene sociali affollate tanto da riempire tutto lo spazio disponibile. Una rampa di scale conduce al piano superiore. Non c'è ancora il pavimento. Le tracce per gli allacciamenti sono vive. Una sala per le riunioni ed un ufficio. Se alzi gli occhi in alto vedi le grandi travi in legno che sorreggono il tetto. Poi altre stanze.
Li, davanti a te. Da sistemare.
Qua potremmo farci…questa invece sarebbe perfetta per… mi dicono i compagni.
In fondo il bagno ed una saletta che ancora non ha visto e sentito la mano della cura.
E' difficile sistemare tutto rapidamente. Le iscritte e gli iscritti del circolo lavorano, studiano. Nessuna fa politica di "professione". Eppure sono disponibili a dedicare il loro tempo libero non solo alla politica, ma anche al lavoro di ristrutturazione della casa, della sede del partito.

La sede ed il partito di Borgo San Lorenzo sono un patrimonio straordinario per tutto il partito in Toscana.

Stanotte un incendio ha distrutto la sede di Rifondazione Comunista. Un attentato alla democrazia. Un gravissimo atto intimidatorio nei confronti del nostro partito.

Ma nessun incendio, nessuna intimidazione distruggerà questo popolo, il nostro popolo

Dimostreremo la nostra forza, quella fatta di persone e passioni, di un popolo che fa della sua coesione, solidarietà e passione gli strumenti fondanti del rinnovamento politico e sociale.

A tutte le compagne ed i compagni di Borgo San Lorenzo, e della federazione di Firenze, va tutta la solidarietà e determinazione per contribuire a ricostruire e sostenere un patrimonio grande della nostra comunità.

postato da: kombattina alle ore 10:43 | link | commenti
categorie: movimenti, gc
domenica, 17 dicembre 2006

CONTRO LA GUERRA IL SESSO DI MASSA

Contro la guerra il sesso di massa


il Syncronised Global Orgasm salverà il pianeta
di Alessandra Vitali

L'intento è nobile, e i promotori lo sostanziano anche di fondamenti scientifici (o pseudo tali). L'unico problema è vedere se tutti, ma proprio tutti, riusciranno a raggiungere, nello stesso momento, dal Polo
all'equatore, quel che si chiede loro di raggiungere. O se l'effetto sarà altrettanto efficace pure se qualcuno ci mette un po' meno tempo, qualcuno ce ne mette molto di più, qualcun altro non ce la fa ad arrivare a
destinazione. Insomma, fate in fretta i regali di Natale e tenetevi liberi per il 22 dicembre: perché allora il mondo si mobiliterà con il Synchronized Global Orgasm, la giornata dell'orgasmo collettivo
sincronizzato. Un modo per concentrare un flusso di energia così potente - gli ideatori ne sono certi - da fermare le onde negative che attraversano il pianeta e tutto ciò che ne consegue. Dalle guerre ai terremoti.

 L'esperimento è stravagante, non c'è che dire, ma nel suo viaggio promozionale attraverso la Rete sta conquistando riscontri e consensi. Parto fantasioso degli americani Donna Sheehan e Paul Reffer, coppia di pacifisti settantenni e fricchettoni già avvezzi a iniziative clamorose, l'idea di fondo del Global Orgasm vanterebbe un sostegno scientifico nell'EGG Project, ovvero il Global Consciousness Project elaborato da un gruppo di ricercatori - e artisti e altre figure varie e colorite - dell'Università di Princeton, New Jersey. Il cui obiettivo è verificare, attraverso una rete di Random Event Generators, gli effetti dei flussi di
coscienza sull'andamento delle cose del mondo.

 Nel caso dell'orgasmo generale del 22 dicembre prossimo venturo, lo spunto - si legge sul sito dell'iniziativa - è la partenza, verso il Golfo Persico, di due nuove navi della Marina americana "equipaggiate con strumenti anti-sottomarini che non potranno che essere utilizzati contro l'Iran". Quindi, gli organizzatori spronano gli adepti: "E' venuto il momento di cambiare l'energia della Terra".

 A coloro che aderiscono all'iniziativa, è richiesto uno sforzo: devono pensare intensamente alla pace, prima e durante l'orgasmo. Insomma, nel momento culminante dovrete concentrarvi sull'immagine, che dire, di una colomba, piuttosto che di una bandiera arcobaleno o di un garofano rosso infilato nella bocca di un cannone. Facile, no? Guai a distrarsi, altrimenti tutto quel darsi da fare rischia di tradursi in uno spreco di energie. Spiegano gli organizzatori che "la combinazione di energia orgasmica, unita a un ideale razionale può avere un effetto molto maggiore delle preghiere e delle meditazioni". Molti saranno d'accordo.

 Le "istruzioni per l'uso" non sono particolarmente impegnative. Alla domanda "chi può farlo", la risposta è "tutti gli uomini e le donne, tu e tutti quelli che conosci". In quanto al "dove", si parla di "ovunque nel mondo, ma in particolar modo nei Paesi che possiedono armi di distruzione di massa". Dal "quando", invece, non si prescinde: "Il giorno del solstizio, ovvero venerdì 22 dicembre". Infine, una precisazione dovuta:
"Non preoccupatevi se non avete un partner" precisa la Sheehan, lasciando intendere che si è liberi di partecipare in ogni modo. Anche con mezzi propri.
postato da: kombattina alle ore 22:12 | link | commenti
categorie: articoli, movimenti, gc
sabato, 16 dicembre 2006

fatto

eccolo... vlevo farlo da un po'. vediamo ora quanto sarò costante.
postato da: kombattina alle ore 14:52 | link | commenti (3)
categorie: